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Alfa Romeo GiuliaVista da vicino: aerodinamica, carbonio, cambio manuale

 

Quello che è andato in scena stasera ad Arese è stato il primo atto della nuova Alfa Romeo. La Giulia lancia uno “statement” forte, con la trazione posteriore che torna realtà di grande serie, e la promessa di proiettare le vendite del marchio verso orizzonti mai raggiunti: “Con nessun altro brand sarebbe possibile passare da 70 a 400mila unità in tre anni” sostiene Marchionne: “Solo l’Alfa ci può riuscire”.

La Giulia bianca. Lasciando a un secondo momento le considerazioni e gli approfondimenti, ci possiamo concedere ora una carrellata tra le foto della vettura, appena scattate al Museo: oltre all’esemplare in rosso entrato in scena sulle note di “Vincerò”, intonate da Andrea Bocelli, ne è stato esposto un secondo in livrea bianca.

Prese e sfoghi. Così vestita, la Giulia lascia vedere tutta l’aggressività dei suoi stilemi: spicca in particolare la cura per l’aerodinamica e il raffreddamento, con sottili feritoie supplementari che incorniciano gli elementi orizzontali del trilobo. Da notare anche gli sfoghi d’aria sul cofano, e quelli sul passaruota, che danno origine allo “scavo” che percorre la fiancata, all’altezza delle maniglie.

Posteriore e sottoscocca (completamente carenato). Ulteriore dettaglio su cui concentrare l’attenzione: i piccoli “lip” verticali nella zona posteriore del laterale, all’altezza dei gruppi ottici, che servono a “staccare” il flusso d’aria dalla carrozzeria e “pulirlo”, evitando indesiderate turbolenze in coda. Grande anche la cura riservata al sottoscocca: gli scatti dell'estrattore ci permettono di osservare un fondo vettura completamente carenato, oltre che virtualmente piatto.

Le appendici in Cfrp. Numerose anche le caratteristiche appendici in fibra di carbonio a vista, materiale che caratterizza il piccolo profilo spoiler posteriore, sottolinea le minigonne e torna nel vistoso splitter anteriore, che "sigilla" il fondo della vettura in un tutt'uno con il diffusore (in cui sono alloggiati i quattro terminali di scarico).

Ricordi di Maserati e cambio manuale. Questa nuova Alfa Romeo, che omaggia palesemente le Maserati GranTurismo e GranCabrio nella fanaleria posteriore, è ricca di dettagli da scoprire anche negli interni: il volante ha un design completamente nuovo, così come l'intera plancia. Sul tunnel, oltre al controller girevole per il sistema d'infotainment - molto simile nella filosofia al comando delle rivali tedesche - e a quello dell'Alfa Dna, spicca la leva di un cambio manuale a sei marce: la Giulia Quadrifoglio sarà certamente offerta anche in questa versione.

Sedili a guscio e avviamento al volante. A sottolineare la vocazione sportiva, gli interni abbondano di fibra di carbonio a vista, impiegata per le finiture di numerosi dettagli (notevole il pomello del cambio), e soprattutto per il guscio dei sedili, che appaiono particolarmente sottili in questi primi scatti. Oltre al nuovo logo, sul volante spicca anche il comando d'accensione: una bella trovata, da vera supercar (e infatti lo adotta tutta la produzione Ferrari più recente).

Una targa inequivocabile. Gli esemplari esposti ad Arese sono dotati di impianto frenante carboceramico - verosimilmente un'opzione a richiesta - con pinze a sei pistoncini davanti e quattro dietro. Il caliper del freno a mano, come si vede dalle nostre immagini, è separato da quello principale. La chicca vera, però, è un'altra: la targa della vettura bianca - AR 105 IT - è una chiara sottolineatura da parte dell'Alfa Romeo dell'italianità del progetto. E un regalo di compleanno - il 105°, appunto - a un marchio che per troppo tempo ha lavorato al di sotto delle sue potenzialità.

Fabio Sciarra