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Volvo S90Ingenlath: "Abbiamo creato una fiancata inconfondibile"

 

"L'obiettivo che ci eravamo posti era quello di prendere le linee della Concept Coupe presentata nel 2013 a Francoforte, e replicarle il più fedelmente possibile sulla Volvo S90. E dal momento che il prototipo era basato su piattaforma Spa, abbiamo potuto creare una vettura piuttosto fedele all'idea originale". Queste sono le prime parole scelte dal responsabile del design Thomas Ingenlath per descrivere la nuova berlina presentata al Salone di Detroit.

Essenziale prima di tutto. "I nostri comandamenti", ha raccontato il designer a Quattroruote "sono stati quelli dell'eleganza e della semplicità. Se guardate un odierno yacht di alta gamma lo troverete puro ed essenziale nelle forme: noi abbiamo voluto ottenere esattamente quell'effetto lì".

Anche la fiancata dev'essere identitaria. Ingenlath si è poi soffermato sulla parte posteriore della finestratura laterale, qui battezzata "The Final Cut": "C'è bisogno di stilemi riconoscibili per raccontare al pubblico l'appartenenza di un modello a un brand. Anche sulla fiancata, che oggi non ha ancora la stessa importanza del muso", osserva il designer.

Stesso taglio per la finestratura anche sulle hatchback. "Da questo punto di vista, uno dei tratti più riconoscibili della vista laterale è senza dubbio la finestratura, quindi abbiamo deciso di insistere lì con uno stilema identitario". Una soluzione che deve aver convinto il board: "La adotteremo su tutte le berline a tre volumi, ma è molto probabile che la useremo anche sulle hatchback".

La guida autonoma non ridisegnerà gli esterni. Sugli esterni, del resto, gli sviluppi del design negli anni a venire continueranno a essere dettati da considerazioni legate all'estetica e alla sicurezza. "L'influenza delle nuove tecnologie, eccezion fatta per il light design, non sarà preponderante", prevede Ingenlath. E anche nell'abitacolo l'evoluzione sarà più graduale di quanto qualcuno tenda a pensare.

La frecciata alla Mercedes-Benz F 015. "Ruotare di 180° un sedile non è e non sarà realistico: è qualcosa che non avverrà nei prossimi anni perché nessuno ha in programma di costruire abitacoli così capienti da ospitare simili soluzioni tecniche. In Volvo", argomenta Ingenlath "preferiamo essere realisti e non mostrare cose che non stanno né in cielo né in terra". Un riferimento implicito ma chiaro alla futuristica concept F 015 presentata l'anno scorso dalla Mercedes-Benz al Ces di Las Vegas.

Il realismo della Concept 26. "È superfluo far vedere al pubblico cose che non entreranno in produzione soltanto con lo scopo di impressionarlo. Meglio portare sotto i riflettori ciò su cui stiamo lavorando e che possiamo essere in grado di produrre - almeno in parte - con i modelli della prossima generazione". Che, grazie alla guida autonoma, permetteranno a chi è al volante di distendersi come su una chaise longue, e di fruire di contenuti multimediali su maxischermi panoramici a scomparsa. E questa è tutt'altro che fantascienza.

Da Detroit, Fabio Sciarra