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Volkswagen PoloLa sesta generazione alla prova del pubblico - VIDEO

 

Tipica situazione da tempi moderni: la Polo della sesta generazione affronta in queste ore il suo primo Salone, a Francoforte, per sondare il gradimento del pubblico, ma noi l’abbiamo già conosciuta direttamente, guidata e sappiamo anche già la data di lancio - ottobre - nonché i suoi prezzi (da 13.600 euro). Si annuncia dunque - per quest’autunno - un derby tutto tedesco tra la Ford Fiesta, a sua volta fresca di lancio, e la compatta Volkswagen. Sempre meno compatta, in realtà, visto che supera abbondantemente il muro dei 4 metri di lunghezza (4,05, per l’esattezza, contro i 3,97 della precedente). I maggiori ingombri giovano all’abitabilità e, in modo particolare, al baule, che contiene 351 litri di valigie contro i 280 della Polo uscente. Altra rottura netta rispetto al passato, a sua volta coerente con le scelte di altri costruttori: sarà solo a cinque porte. La tre porte non è prevista.

Iperconnessa. Totalmente riprogettata, sia pure molto simile nello stile alla serie precedente, la Polo 6 ha un'inedita plancia a sviluppo orizzontale impreziosita dal display integrato dell'infotainment con vetro protettivo e display da 6,5 oppure 8 pollici a seconda delle versioni; debutta inoltre la sempre più diffusa (sui prodotti del Gruppo Volkswagen) strumentazione digitale Active Info Display. Altrettanto prevedibile una robusta dose di connettività: oltre all’App-Connect (che include Mirror Link, Android Auto e Apple CarPlay) e al VW Connect, in un secondo tempo la Polo potrà utilizzare anche la piattaforma digitale We By Volkswagen, di cui sarà parte un'app per pagare i parcheggi via smartphone nelle grandi città.

Anche a metano. E ora parliamo di motori giacché in fondo, per quanto hi-tech, anche la nuova Polo resta un’auto tradizionale, che funziona a benzina e a gasolio. Sulla base della piattaforma Mqb A0, la variante compatta della serie modulare, saranno montati cinque benzina e due diesel. Tra i primi i 1.0 MPI da 65 e 75 CV, i 1.0 TSI da 95 e 115 CV e un inedito 1.0 TGI a metano da 90 CV. Per i diesel, la scelta è tra due 1.6 TDI da 80 o 95 CV. Start&Stop di serie su tutte, con il Dsg a sette rapporti disponibile per i motori dai 95 CV in su. 

Pronta la GTI. Un discorso a parte lo merita la GTI, esposta come concept car ma di fatto già “finita”, mossa da un generoso 2.0 turbo da 200 CV e 320 Nm di coppia (237 km/h di velocità) subito abbinato al cambio Dsg a sei marce (il manuale arriverà più avanti). Fa parte della dotazione standard un differenziale elettronico a bloccaggio trasversale XDS, con il contorno di un look molto dinamico fatto di interni con tessuti a quadretti Clark, cerchi di lega da 17 pollici e pinze freno verniciate in rosso. Tra i sistemi di assistenza alla guida, Front Assist con funzione di frenata di emergenza City e riconoscimento dei pedoni, sensore Blind Spot, sistema proattivo di protezione occupanti, cruise control con regolazione automatica della distanza ACC e sistema anti collisione multipla. Di base, la GTI ha molle ribassate di 15 mm; l’assetto Sport Select con sospensioni regolabili è disponibile a richiesta.