EsclusivoEcco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma

Esclusivo Ecco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma Esclusivo Ecco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma Esclusivo Ecco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma Esclusivo Ecco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma Esclusivo Ecco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma Esclusivo Ecco Urban Tabby, l'open source protagonista dell'Eicma
 

Si chiama Urban Tabby, è figlia del progetto OSVehicle (Open Source Vehicle) ed è la prima "incarnazione" del pianale che sta calamitando l'interesse del settore automotive. Sbarcherà all'Eicma il 5 novembre (per il pubblico si inizia il 7), assieme a un prototipo completo di scocca di cui Quattroruote, in esclusiva, può anticipare i rendering ufficiali.

Una city car particolare. Urban Tabby è la base - pronta per l'omologazione - per lo sviluppo di un quadriciclo leggero, definizione che si applica anche ad alcune versioni della Renault Twizy. Ecco perché sarà presentata al Salone del motociclo milanese, suo ambiente naturale almeno dal punto di vista strettamente tecnico-burocratico. La novità, in questo caso, sta nell'evoluzione espressamente cittadina: un passo in avanti studiato direttamente dai creatori del pianale, chiamato per l'appunto Tabby, che ha già fatto notizia durante e dopo il suo debutto, alla tre giorni di Maker Faire Rome. La ragione è semplice: la piattaforma è il frutto di OSVehicle, primo progetto industrializzabile di veicolo open source. Dietro ci sono Francisco Liu, (già al lavoro con Cagiva, Husqvarna e Giugiaro) e Ampelio Macchi, leggenda dell'ingegneria motociclistica, qui nelle vesti di co-fondatore e sviluppatore di motori e parti meccaniche.

Un pianale "aperto". Tabby è la prima componente, già omologata, con cui è possibile costruire quadricicli personalizzati: per un veicolo completo servono inoltre una base (come quella presentata all'Eicma), una motorizzazione a scelta tra le disponibili e la scocca. Niente linee di montaggio: nella maggior parte dei casi chiunque può assemblare tutto in meno di un'ora, senza bisogno di particolari strumenti. Una caratteristica che, ovviamente, ha sollevato l'interesse non solo di appassionati, designer e creativi, ma anche delle stesse Case automobilistiche, visto che permette di abbattere i costi e ridurre considerevolmente i tempi di sviluppo.

Prezzi concorrenziali. Per Tabby si sono già sprecate le definizioni: "Android dell'automobile", "auto-Ikea", "Arduino dei veicoli", quest'ultima in riferimento alla nota piattaforma elettronica di prototipazione. Appellativi non molto lontani dalla realtà: informazioni e matematiche sono liberamente scaricabili sul sito Internet e l'esborso previsto è contenuto. Il pianale, la cui consegna è prevista per la primavera 2014, costa 2.090 euro per la versione a quattro posti e 1.990 per la biposto, mentre altri accessori e componenti sono selezionabili a seconda delle configurazioni. I gruppi trazione completi (ibrido, elettrico, termico), invece, saranno presto inclusi nell'offerta a prezzi variabili dai 700 ai 2.000 euro. Il resto è una questione di scocca e qui designer, privati e costruttori potranno sbizzarrirsi a casa o nei centri stile: le possibilità includono mini utilitarie, piccole sportive, golf cart, persino off-road e mezzi commerciali. In tutto, calcolano gli ideatori, un veicolo basato su Tabby costerà dai 6 mila euro in su, a seconda delle combinazioni.

Nuove linee. All'Eicma, il pianale universale verrà mostrato assieme alla base "city", sulla quale potranno essere sviluppati ulteriori elementi. Tempi e costi saranno comunicati durante la fiera, ma intanto quelli di OSVehicle hanno già pensato a un primo prototipo di scocca applicata: secondo gli sviluppatori il veicolo completo, di cui pubblichiamo i rendering, sarà proposto a "prezzi concorrenziali" rispetto alle rivali.

Davide Comunello

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Toni Asbubi
1 novembre 2013
forse queste, se faranno anche la versione chiusa, potranno essere il futuro delle auto in città: ingombri ridotti, basso costo, semplicità costruttiva, bassi consumi...
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Marco Ottaviano
1 novembre 2013
Mah... Che senso ha comprare una cosa del genere per 6000-7000 euro quando (tra sconti e promozioni) aggiungendo un migliaio di euro è possibile comprare un'auto vera?
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Sandro Notaro
1 novembre 2013
Questo è il sogno di ogni bambino(o del bambino interiore di ogni amante di auto)! Ma come tutti i sogni non è alla portata di tutti purtroppo...
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Giovanni Lorenzi
1 novembre 2013
L'ho vista allaMaker Faire a Roma; era una versione semplificata visto che era priva di sospensioni.
L'idea è interessante; mi sembra di capire che può essere assemblata da officine o anche da privati. Poi occorre fare l'omologazione come esemplare unico.
In teoria ognuno può progettarsi i vari componenti (carrozzeria per esempio).
Il problema è garantire le competenze di chi la assembla.
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Marco Vallino
1 novembre 2013
Una micro-auto, fatta su misura.....eccezionale..... speriamo arrivi presto...
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