Nvidia Drive PX2CES 2016, presentato il supercomputer per la guida autonoma

 

Il "cervellone" per la guida autonoma arriva alla seconda generazione. Ieri, nell'ambito del CES 2016, Nvidia ha presentato Drive PX2, versione potenziata della piattaforma che insegna alle auto a comportarsi come gli umani, sfruttando persino l'autoapprendimento. La potenza di calcolo è tale che la Volvo ha già deciso di adottare il sistema per Drive Me, il progetto pilota in procinto di partire a Göteborg.

"150 MacBook Pro sotto il cofano". Grazie al deep learning e alle reti neurali (spiegati in questa intervista dal direttore di Nvidia Automotive Daniel Shapiro), le auto del futuro avranno tutto il supporto necessario per sviluppare una vera e propria intelligenza artificiale, in grado di percepire l'ambiente circostante e di guidare da sole nel traffico. Drive PX 2 nasce proprio per questo: la piattaforma del colosso di Santa Clara offre una potenza di calcolo dieci volte superiore al sistema precedente, garantita da due processori Tegra di prossima generazione e da altre due GPU (Graphics Processing Unit) basate su architettura Pascal. "È come avere 150 MacBook Pro sotto il cofano", ha spiegato Jen-Hsun Huang, co-fondatore e Ceo di Nvidia, secondo cui la tecnologia permetterà alle auto di gestire con estrema facilità l'hardware autonomo. A proposito, Drive PX2 è in grado di processare i dati di 12 videocamere oltre alle informazioni provenienti  dal laser Lidar, dai radar e dai sensori a ultrasuoni.

Jen-Hsun Huang, cofondatore e Ceo di Nvidia, mostra il nuovo Drive PX2


Autoapprendimento e reti neurali.
Secondo le stime di Nvidia, Drive PX2 può gestire circa 24 miliardi di operazioni di deep learning al secondo, scambiando informazioni con le reti neurali collegate a sistema centrale: grazie ai flussi e alla piattaforma Digits, Nvidia è in grado di "insegnare" la guida alle vetture collegate, prima alimentando il sistema autonomo con centinaia di migliaia di ore di riprese, quindi aiutandolo a decifrare le situazioni che si presentano sulla strada. Tra le evenienze prese in considerazione ci sono oggetti in carreggiata, interruzioni, automobilisti distratti e la guida in tutte le condizioni meteo, dalla pioggia alla nebbia, anche al buio. "Sarà come avere un copilota virtuale che guida meglio di noi", è la chiosa di Huang. Per facilitare la vita delle Case automobilistiche, l'azienda ha sviluppato anche una suite di strumenti software, librerie e moduli (chiamata DriveWorks) in grado di accelerare lo sviluppo e i test autonomi.

Le partnership con le Case. Il primo Drive PX è stato adottato da 50 produttori, fornitori e istituti di ricerca: non a caso, Nvidia fornisce l'hardware per le Google Car, le Tesla e la centralina zFAS di Audi, il chip intelligente che guiderà le tedesche del futuro a partire dalla nuova A8. Per la seconda generazione della piattaforma, la stessa Audi stima una precisione inedita: "Con il deep learning di Digits abbiamo raggiunto un'accuratezza superiore al 96% in meno di quattro ore utilizzando il database della segnaletica stradale della Ruhr University di Bochum - ha spiegato —Matthias Rudolph, responsabile Architecture Driver Assistance Systems di Audi - Per raggiungere livelli paragonabili con i classici algoritmi, altri hanno investito anni di sviluppo". Drive PX è stato adottato anche da Daimler e da Ford (per i test del Research and Innovation Center di Palo Alto), ma il deep learning è in corso di valutazione anche da parte di BMW, "sia per la guida autonoma che per il controllo di qualità durante la produzione".

Sulle XC90 di Göteborg. L'ultimo cliente di Nvidia è tuttavia la Volvo: a partire dal 2017, cento XC90 a guida autonoma inizieranno a girare per la città svedese, "pilotate" da comuni cittadini: anzi, forse sarebbe meglio dire dal cervellone di Drive PX2, visto che tutte le Suv utilizzeranno la seconda generazione della piattaforma, disponibile per i primi partner automotive dal secondo trimestre del 2016.

Davide Comunello