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ToyotaCES 2016, un dream team per il nuovo centro di intelligenza artificiale

 

Scienziati, ingegneri, esperti di robotica, maghi dell'intelligenza artificiale, talenti dei big data e del cloud computing: sono i nuovi acquisti del Toyota Research Institute (TRI), il polo di ricerca high-tech voluto da Akio Toyoda e appena aperto negli Stati Uniti. Il "dream team" è stato annunciato al CES 2016 da Bill Pratt, Ceo del nuovo centro d'eccellenza.

Missione futuro. Il TRI ha due sedi, una a Palo Alto (vicino al campus della Stanford) e l'altra nei pressi del Massachusetts Institute of Technology: due vicini prestigiosi con cui Toyota ha già avviato delle partnership e di certo non scelti a caso: nel gruppo selezionato da Pratt, infatti, figurano diversi professori, presenti anche nell'advisory board. Il centro, incaricato di studiare il futuro per conto del colosso di Nagoya, richiederà un investimento di un miliardo di dollari in cinque anni: tra gli obiettivi più importanti, ci sono la creazione di un'auto "incapace di causare incidenti", una mobilità accessibile per quanti non sono in grado di guidare (ad esempio persone disabili o anziane) e l'accelerazione della ricerca scientifica attraverso l'applicazione delle teorie sull'intelligenza artificiale e il machine learning (l'apprendimento automatico).

I nuovi acquisti. Nel corso della sua lunga carriera, Pratt è stato anche responsabile della Robotics Challenge della Darpa: non è un caso, quindi, che alcuni responsabili del TRI provengano proprio dall'agenzia governativa che studia le nuove tecnologie per conto della Difesa americana. È il caso del nuovo Chief Operating Officer Eric Krotkov, o del responsabile del machine learning Larry Jacker, entrambi con un passato nella Defense Advanced Research Projects Agency. Un professore del Mit, John Leonard, è il nuovo responsabile della guida autonoma, mentre il cloud computing è stato affidato a James Kuffner, già a capo di Google Robotics. Acquisto "interno", invece, è Hiroshi Okajima, già general manager della Ricerca e Sviluppo di Toyota Motor Corporation.

La strada è ancora lunga. Durante il suo intervento, Pratt ha spiegato che la guida autonoma è ancora "lontana dal traguardo finale: il nostro team porta con sé decennni di esperienza e spingerà i confini della conoscenza umana nella computer science e nella robotica, ma siamo solo all'inizio". Secondo il Ceo, finora la mobilità umana è stata perlopiù migliorata da tecnologie "hardware": tuttavia, negli ultimi tempi il software e i dati sono diventati "sempre più importanti", fino ad assumere un ruolo di primo piano. Anche nell'automotive.

Davide Comunello