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Carlos Ghosn"Il boom dello sharing sarà ostacolato dalle auto connesse"

 

Car sharing o ride sharing? Le flotte autonome di Google, Uber o Lyft, fresca dell'investimento di GM? Nessuno di questi. Carlos Ghosn, numero uno dell'Alleanza Renault-Nissan, è convinto che la mobilità alternativa e high-tech non conoscerà il boom che tanti prevedono. E il merito sarà della stessa tecnologia, in grado di trasformare l'auto privata in un bene estremamente personalizzato e su misura, al punto che nessuno vorrà più condividerlo.

I dubbi sul presunto boom. A Detroit per il Salone, Ghosn è tornato su un tema già trattato un mese fa, ovvero la shared autonomy: un'evoluzione estrema della mobilità cittadina (con nugoli di vetture-taxi sfreccianti) che molti analisti danno per inevitabile. Il Ceo, però, non è convinto. E infatti contrattacca: "Ci sono alcune cose che vanno contro lo sharing - spiega - e noi non faciliteremo questa tendenza: costruiremo auto molto più seducenti, affascinanti, e vedremo come le persone reagiranno". A detta di Ghosn, la caratteristica destinata ad ostacolare maggiormente l'auto condivisa è la connettività: "La tecnologia guiderà la personalizzazione dello spazio all'interno dell'automobile. Se ti trovi in un luogo che assomiglia al tuo ufficio o alla tua stanza, avrai meno voglia di condividerlo".

Una questione di privacy. Ovviamente, la riflessione del top manager non riguarda soltanto l'estetica. A Parigi, durante la Cop21, Ghosn aveva esplicitamente parlato di privacy: "Quando le vetture saranno pienamente connesse conterranno tutti i nostri dati. Mail, Video, foto, informazioni saranno paragonabili a quanto abbiamo oggi nei telefonini. A quel punto, non credo che vorremo condividere la nostra auto con altre persone". In poche parole, le vetture diventeranno un oggetto molto, molto personale. Non solo da guidare. D.C.