Bosch e guida autonomaGiappone, al via i test sulle tangenziali

 

Dopo gli Stati Uniti e la Germania, i test di guida autonoma condotti da Bosch sbarcano anche in Giappone. Impegnata su questo fronte dall'ormai lontano 2013, la multinazionale tedesca punta a sviluppare un sistema che permetta alle auto di guidare da sole sulle arterie di grande scorrimento: l'orizzonte è quello del 2020 e il Sol Levante, un altro Paese che consente la circolazione sulle strade pubbliche dei prototipi, permetterà di velocizzare ulteriormente la tecnologia. 

Collaborazione multinazionale. Gli ingegneri Bosch che si occupano di guida autonoma sono 2.500, suddivisi in team operanti nei tre Paesi. In Giappone, i test dell'highway pilot sono condotti sulle tangenziali delle città di Tohoku e Tomei; in più, ci sono i due terreni di prova dell'azienda a Tochigui e Kanagawa. Negli States, la test track è l'Interstate 280, mentre in Germania è stata scelta l'A81, autobahn che taglia il sud ovest del Paese.

La flotta. Per i suoi test, Bosch utilizza delle Tesla Model S modificate: finora, le elettriche hanno percorso più di 10 mila chilometri senza registrare incidenti, "guidando nel traffico e decidendo da sole se e quando attivare l'indicatore di direzione per cambiare corsia". Oltre ai sensori di bordo, le vetture utilizzano le mappe ad alta risoluzione di TomTom (con cui Bosch ha avviato una partnership) e gli algoritmi predittivi dei computer di bordo, utili per anticipare il comportamento degli altri utenti della strada.

Il parcheggio prima di tutto. Al momento, Bosch sta già producendo un sistema di assistenza automatica al parcheggio da attivare tramite smartphone. Si tratta solo di un assaggio di altre funzioni avanzate, destinate a semplificare la vita degli automobilisti: tramite sensori collegati al web, sarà infatti possibile visualizzare gli stalli liberi, "prenotandoli" a distanza, oppure lasciare l'auto all'entrata di un garage e lasciare che la vettura vada a parcheggiarsi da sola. Tutte queste possibilità, sottolinea Bosch, diventeranno realtà prima della guida autonoma in autostrada.

Leggi e statistiche. La guida autonoma ha come obiettivo la riduzione delle vittime sulle strade, secondo i dati delle Nazioni Unite circa 1,25 milioni all'anno: nel 90% dei casi, gli incidenti mortali dipendono da un errore umano. Altro punto a favore dell'auto robot è il risparmio di carburante: applicando modelli predittivi, i tecnici tedeschi ipotizzano di tagliare i consumi autostradali fino al 39%. Tuttavia, prima della tecnologia (già evoluta) servono le norme e in questo senso qualcosa sta cambiando. Secondo Bosch, i primi "segnali di un cambiamento imminente" sono gli emendamenti alla Convenzione di Vienna che entreranno in vigore il prossimo 23 aprile. Le modifiche (da tradurre in leggi nazionali) prevedono un generale via libera alla guida autonoma, a patto che l'automobilista sia sempre in grado di bypassare o disabilitare i sistemi. D.C.