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Uber e hackerFino a 10 mila dollari per chi scopre le falle del sistema

 

Se non puoi batterli, unisciti a loro. Come la Tesla, anche Uber ha deciso di "premiare" gli hacker in grado di scovare bug e falle nella sicurezza della propria piattaforma tecnologica: l'offerta, fino a 10 mila dollari per le vulnerabilità più critiche, farà parte di una sorta di competizione che verrà lanciata il prossimo 1° maggio.

Un "gioco" virtuale. La controversa società di ride sharing sta per lanciare un programma di 90 giorni basato su un sistema di taglie virtuali, un po' come accadeva nel far west. Basandosi su una "mappa del tesoro" contenente i vari servizi di Uber (app incluse) e alcune indicazioni sulle possibili problematiche, gli esperti di sicurezza dovranno scovare gli eventuali bug: secondo il sito TechCrunch, i premi in denaro sono previsti dal quarto "baco" in poi e possono arrivare fino a diecimila dollari nei casi di particolare gravità. 

I precedenti. Sul fronte della cybersecurity automotive, il precursore è stato Elon Musk: due anni fa, la Casa di Palo Alto ha iniziato ad assumere diversi hacker (tra cui Kristin Paget, strappata alla Apple) per garantire la protezione delle sue Model S. La scorsa estate, Uber ha fatto una mossa simile mettendo sotto contratto Chris Valasek e Charlie Miller, due esperti informatici diventati famosi per una serie di hack sperimentali. D.C.