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BoschMeno incidenti, traffico ed emissioni: i benefici della guida hi-tech

 

La guida assistita e le connessioni V2X (ovvero tra i veicoli e tra questi ultimi e le infrastrutture) porteranno a considerevoli benefici in termini di sicurezza: a dirlo non sono solo i costruttori automobilistici, ma anche governi ed enti come la Nhtsa americana, per cui il 94% degli incidenti dipende da un errore umano. Le prospettive, generalmente molto rosee, si basano su accurati studi e analisi, come quella che Bosch ha presentato al Ces 2017: un'occasione per "pesare", numeri alla mano, i potenziali benefici della tecnologia applicata alle automobili.

Meno morti e feriti. Secondo il rapporto "Connected Car Effect 2025", focalizzato sugli Stati Uniti, la Cina e la Germania, nel giro di otto-nove anni la guida connessa e assistita contribuirà in maniera significativa alla sicurezza stradale: nei tre Paesi, i sistemi Adas (in primis la frenata automatica d'emergenza) e le funzioni basate sul cloud (per esempio, la guida predittiva) contribuiranno a evitare circa 260 mila incidenti con lesioni, riducendo di 360 mila unità il bilancio dei feriti (290 mila solo negli Stati Uniti). Allo stesso tempo, i sistemi di assistenza connessa potrebbero salvare le vite di circa 11 mila persone (4 mila negli Usa).  

Tempo recuperato. Secondo Bosch, entro il 2025 la riduzione degli incidenti porterà anche a un risparmio economico sui costi per danni e materiali di consumo, calcolato in 4,3 miliardi di euro. Gli esperti prevedono anche una sensibile riduzione delle emissioni di CO2, pari a circa 400 mila tonnellate: una conseguenza delle "onde verdi" high-tech, dei sistemi intelligenti per la ricerca del parcheggio (grazie ai quali risparmieremo 380 milioni di km e 70 milioni di ore al volante) e della riduzione della congestione, resa possibile dal dialogo delle vetture con le smart city. Inoltre, nelle autostrade e nelle statali l'autonomia delle vetture permetterà di dedicarsi ad altre attività che non siano la guida: lavoro, lettura, videoconferenze e così via. Stando a Bosch, chi viaggia spesso e raggiunge i 40 mila km di percorrenza all'anno "potrà disporre di 95 ore in più di produttività".

Redazione online