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Gruppo FCA e WaymoIpotesi raddoppio per le Chrysler Pacifica autonome

 

Le cento Chrysler Pacifica di Waymo, l'azienda di Alphabet che ha raccolto l'eredità della Google Car, potrebbero raddoppiare in tempi relativamente brevi, passando dalle cento di oggi a circa duecento: l'ipotesi di un rafforzamento della partnership con il Gruppo FCA arriva dal Salone di Detroit, dove il ceo John Krafcik ha illustrato i prototipi costruiti da Auburn Hills.

Lidar meno costosi. Le indiscrezioni, riportate dall'agenzia Bloomberg, confermano l'interesse di Alphabet per gli accordi con i costruttori tradizionali (tra gli interessati c'è anche la Honda): Waymo, infatti, punta allo sviluppo del software e di parte dell'hardware piuttosto che di vetture e vere proprie. A proposito, a Detroit Krafcik ha aggiunto che per i Lidar (le "torrette" laser montate sul tetto) è stata trovata una soluzione che permette di tagliare i prezzi del 90%: dalle prime versioni, molto dispendiose (75 mila dollari, poco più di 71.200 euro), si è dunque passati a circa 7.500, una cifra che rende ipotizzabile un'implementazione di serie. Sulle Pacifica, peraltro, il laser è già in grado di individuare non solo i pedoni, ma anche la direzione verso la quale sono rivolti, affinando le prestazioni del sistema.

Sulla strada a febbraio. Le Pacifica di Waymo, modificate a livello di powertrain e di telaio, si affiancheranno alle Lexus RX 450h e alle "koala" car attualmente in circolazione. Krafcik ha spiegato che i test inizieranno a febbraio in California e in Arizona, permettendo di superare la boa dei 4,8 milioni di km percorsi entro il mese di maggio.

Sempre più affidabili. Per quanto riguarda la precisione della tecnologia, il manager ha fornito i dati dei cosiddetti "disengagement", ovvero la delicata fase in cui il sistema autonomo non è in grado di gestire la situazione e richiede l'intervento del conducente umano. Nel 2015, sulle strade della California, Alphabet ha registrato 341 rilasci su quasi 683 mila km percorsi in modalità driverless, pari a 0,8 disengagement ogni 1.600 km. Nel 2016 il rapporto è sceso a 0,2, segnando un evidente miglioramento.

Applicazioni a 360 gradi. In prospettiva, i sistemi autonomi di Big G potranno essere adottati dai costruttori tradizionali, dagli operatori interessati alle flotte autonome per servizi di ridesharing, nel trasporto pubblico o nella logistica: "La nostra tecnologia servirà a creare prodotti e servizi che il mondo non ha ancora immaginato - ha concluso Krafcik - Stiamo pensando più in grande, oltre il singolo veicolo o business model". D.C.