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Honda Civic Type RNinja Return 3/4

 

(continua da)

Trieste-Opicina. Saltiamo adesso dall’altra parte d’Italia per calcare la Trieste-Opicina, una corsa che in passato è stata affrontata da "pesi massimi"; negli anni d’oro ci hanno corso nomi tosti: Tazio Nuvolari, Giampiero Moretti e Noris. La strada è larga e ripida, qui serve motore: ecco il tracciato ideale per provarlo. Dico subito che sì, è vero: quei giri extra su cui poteva contare l’aspirato mancano al pathos fra le curve. Però c’è anche da dire che sproloquiare sul passaggio da "aspirato" a "turbo" senza aver mai provato questa Type R è come filosofeggiare sull’America senza esserci mai stati. Questo è un motore che devi guidare proprio come il vecchio duemila, sempre in vetta al contagiri; in più ora c’è un extraboost fra i 2.000 e i 5.000 giri. Un nuovo bouquet sensoriale che spazia dalla spinta iniziale della sovralimentazione, passando per i "soffi" e gli sbuffi del turbo e che arriva fino all’urlo caro agli ingegneri della Honda che senti nella zona alta del contagiri. Questo strano (e unico) modo di somministrare i cavalli necessita di un po’ di apprendistato se non vuoi che le accelerazioni e le riprese lascino l’amaro in bocca: se non sfrutti tutti i giri disponibili, ma ti limiti a cambiare dopo il picco di coppia  del turbo, non hai la sensazione di avere 310 cavalli sotto il cofano. Il che ti porta a "tirarla di più", col risultato che scovare tutti i suoi cavalli lassù in alto, magari nel bel mezzo di una curva, rende la guida più coinvolgente che con altri motori turbo (leggi Golf R, per esempio, o Megane RS) che, al contrario, preferiscono viaggiare in souplesse.

Sound acuto. L’unico difetto di questo VTEC sta nel sound; ne produce uno piuttosto acuto, che sotto molti aspetti ricorda più quello di un aspirato che di un turbo. Però è poco incisivo e, soprattutto, quando lasci cadere i giri perché rallenti o stai per approcciare a una curva, l’impianto di scarico produce un rumore più da sportivetta anni Novanta che da regina delle Hot Hatch. Ho un suggerimento per i futuri clienti: dopo averla ritirata dal concessionario, passate da un bravo marmittaro… L’altra osservazione che riporto riguarda il cambio: in Honda sottolineano come la leva di questo sei marce abbia la stessa escursione di quella, mitica, della altrettanto mitica NSX. Trovata del marketing per sottolineare un link  fra questa Civic e un mostro sacro come quella. Peccato che nel frattempo le Civic (MkVII e MkVIII; per non parlare della S2000) abbiano spostato in là l’asticella dei "cambi memorabili", relegando quello di questa Type R a "gran buon cambio", nulla di più. Le marce entrano benone ed è un piacere infilare la prima scalando con doppietta prima di un tornante, davvero una guida divertente. Però nelle scorse edizioni il pomello d’alluminio (che scotta come un maledetto in questi giorni di solleone quando parcheggi al sole, ndr) era più vicino al volante e questo lo rendeva più immediato da azionare.

Marco Pascali - TopGear ITA
Servizio ripreso da TG94