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BMW 330e e 225xeLe nostre impressioni di guida

 

Le avevamo già “assaggiate” un paio di mesi fa, le 225xe e 330e, le nuove ibride plugin BMW. Allora fu poco più di un giretto, adesso abbiamo avuto la possibilità di guidarle più a lungo, tra Monaco e dintorni. Entrambe uniscono un motore elettrico da 65 kW (88 CV) al benzina, ma lo schema delle due auto è alquanto diverso.

330e. La Serie 3, infatti, riprende il sistema già utilizzato sulla X5 xDrive 40e, che prevede il quattro cilindri due litri turbo a iniezione diretta da 184 cavalli unito alla trasmissione ibrida, che comprende il cambio automatico ZF a otto marce in cui il convertitore di coppia è sostituito dal propulsore elettrico sincrono a magneti permanenti; tra termico ed elettrico c’è poi una frizione che consente di scollegare il primo dalla catena cinematica e consentire così la sola propulsione elettrica. Il pacco batterie al litio da 7,6 kWh (di cui ne vengono utilizzati 5,7) è posto sotto il piano di carico del bagagliaio, che ha capacità invariata. Per una carica completa, considerando anche le inevitabili  dispersioni nel sistema (i tecnici BMW parlano di un’efficienza dell’86%, quindi per caricare 5,7 kWh se ne devono prelevare 6,6 dalla rete) servono circa due ore e mezza sfruttando tutta la potenza disponibile da una normale presa domestica.

225xe. Per quanto riguarda la Serie 2, la x nella sigla sottointende la presenza della trazione integrale, che è ottenuta grazie al motore elettrico al retrotreno, che si aggiunge al 1.500 tre cilindri a benzina turbo a iniezione diretta da 136 cavalli disposto trasversalmente e accoppiato al cambio automatico Steptronic a 6 marce. La batteria agli ioni di litio ha pari prestazioni di quella della 330e, ma ha forma diversa per essere sistemata accanto al serbatoio della benzina, sotto al sedile posteriore. La taglia dell’accumulatore è stata scelta per garantire un’autonomia di marcia puramente elettrica sufficiente per i trasferimenti quotidiani casa-ufficio della maggior parte degli utenti: secondo quanto dichiarato dalla BMW essa è pari a 37-40 km nel caso della 330e e fino a 41 km per la 225xe. E grazie alla favorevole normativa europea, che tiene conto dell’autonomia “elettrica”, il consumo medio omologato di benzina è attorno ai due litri/100 km per entrambe (può variare di uno o due decimi di litro in funzione della gommatura montata). Come sappiamo, nella guida di tutti i giorni le cose possono essere ben diverse.

Consumi. Il giro organizzato dalla BMW può dare un’idea dei consumi reali. Il percorso di un’ottantina di chilometri si è snodato tra strade extraurbane, un breve tratto autostradale e l’arrivo nel centro di Monaco nel caso della 330e, viceversa per la 225xe. Nel primo caso la media di consumo è stata pari a 4,6 l/100 km e 6,2 kWh/100 km, con una velocità media di 53 km/h, mentre il computer di bordo della 225xe all’arrivo a destinazione indicava 4,0 l/100 km di benzina e 7 kWh/100 km di elettricità tenendo una media più tranquilla, pari a 46,2 km/h. Su entrambe le vetture abbiamo utilizzato la modalità Auto eDrive, impostata di default, che combina al meglio l’azione dei due propulsori secondo il percorso e lo stile di guida. In particolare, l’elettrico può funzionare fino a 80 km/h, mentre selezionando la modalità MAX eDRIVE si viaggia sempre a batteria fino a 120 km/h (sulla 330e)  e 125 km/h sulla 225xe. Di fatto, in città e sulla statale il termico non lavora quasi mai e quando lo fa sulla Serie 3 lo si capisce guardando la lancetta del contagiri, perché se si guida rispettando i limiti (e il traffico) è talmente silenzioso da sembrare anch’esso elettrico. Il tre cilindri dell’Active Tourer, invece, si sente chiaramente ma non disturba affatto quando è chiamato a svolgere il suo compito, a meno che non gli si chiedano tutti i suoi cavalli: in tal caso i decibel che filtrano nell’abitacolo aumentano un po’. In entrambi i casi, l’avviamento del benzina è immediato e pressoché inavvertibile: sulla 225xe provvede sempre alla bisogna un motoalternatore da 15 kW, collegato al tre cilindri da una cinghia, che funge pure da generatore per il recupero di energia nei rallentamenti; sulla Serie 3, invece, all’elettrico principale s’affianca il classico motorino d’avviamento convenzionale, che però interviene solo quando la batteria al litio ha poca carica oppure se si richiedono le massime prestazioni in accelerazione o, ancora, nel caso la temperatura ambiente sia molto bassa.

Prestazioni e prezzi. Grazie alla conformazione dello schema propulsivo, la guida di queste ibride è sempre molto diretta, senza quegli scollamenti tra i comandi dell’acceleratore e la risposta del motore termico e l’andatura della vettura tipica delle ibride Toyota. Così, se lo si desidera si può alzare il ritmo mantenendo il tipico piacere di guida delle BMW e non a caso sulla 330e si trovano pure le palette per selezionare manualmente gli otto rapporti del cambio, che vengono utilizzati anche quando si viaggia in modalità esclusivamente elettrica. Le prestazioni sono di rilievo, e non solo a sensazione: la Casa dichiara per lo 0-100 un tempo di 6,1 secondi per la Serie 3 e di 6,7 per l’Active Tourer, con velocità massima rispettivamente pari a 225 e 202 km/h. Sarà per questo che la Casa di Monaco confronta queste due ibride con le sorelle convenzionali di pari potenza complessiva, che nel caso della 225xe è di 224 CV, che salgono a 252 per la 330e. Così, il prezzo della Serie 3, che parte da 44.950 euro, è conveniente sia rispetto alla 330d (47.200 euro) sia in confronto alla più potente 340i (47.050 euro); allo stesso modo se si compara la 225xe, che costa 38.400 euro, con la 225xDrive a trazione integrale (41.950 euro). Altra cosa, se il raffronto è fatto a parità di motore termico: ma ciò è possibile solo per l’Active Tourer, perché il due litri benzina turbo è sparito dai listini italiani della Serie 3.

da Monaco, Roberto Boni