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Nissan X-TrailAl volante della 1.6 dCi 130 CV 4WD

 

L’avevamo già scritto oltre un anno fa in occasione della prima presa di contatto con la terza generazione di questa Suv e lo ribadiamo: è davvero difficile trovare punti di contatto tra vecchia e nuova Nissan X-Trail. Tranne per un aspetto, la condivisione di indubbie doti off-road, nonostante l’ultima nata non sia più quella massiccia fuoristrada di una volta, spigolosa, allergica alle diete e poco disponibile ad assecondare le leggi dell’aerodinamica.

Caratteristiche. Ora, del resto, l’X-Trail ha assunto le sembianze di una crossover moderna e promette di dare soddisfazioni anche sull’asfalto. In questa sede, però, vi raccontiamo come la Sport utility giapponese se l’è cavata sui terreni più viscidi e insidiosi, avendo avuto modo di guidare la versatile versione a trazione integrale su un percorso molto cedevole: una fangaia su un pendio ai margini di un bosco nel bel mezzo delle Alpi austriache. Prova breve, ma significativa, che ci ha permesso di far lavorare a fondo il raffinato sistema Nissan All Mode 4x4-i.

Modalità di guida. Come per il precedente modello, un comando dentro la vettura consente di scegliere, a seconda delle difficoltà del percorso, tra tre diverse modalità: due sole ruote motrici, inserimento automatico della trazione integrale e eventuale blocco (Lock) del ripartitore centrale (frizione a dischi multipli). Sul fango il contributo di questo sistema è stato indiscutibilmente decisivo.La X-Trail se l’è cavata benissimo in modalità Auto, recuperando sempre grip  e direzionalità col contributo dell’elettronica. Il dispositivo  esegue, infatti, il monitoraggio costante dell’apertura farfalla (posizione dell’acceleratore), del regime del motore e della coppia, regolandone la distribuzione tra avantreno e retrotreno per garantire sempre la miglior aderenza. Anche in Lock non ci sono stati problemi, malgrado sia affiorata una minor agilità e gestibilità col gas della controllo della direzione, specie in discesa e in contropendenza. Inoltre, sui tracciati più veloci (sopra gli 80 km/h), la perdita di motricità viene contrastata trasferendo la trazione sulle ruote posteriori.

Il contributo dell'elettronica. Per la verità, l’elettronica aiuta parecchio anche sull’asfalto, soprattutto sotto l’aspetto del confort e della sicurezza. Per esempio, l’Active Ride Control interviene sull’azione degli ammortizzatori, per limitare il beccheggio e l’Active Trace Control contrasta il sottosterzo, per affrontare più veloci e sicuri le curve. Funzione, quest’ultima, particolarmente efficace sui fondi bagnati. Insomma, da questo punto di vista il conducente è ben assistito. Chiudiamo con un paio di considerazioni: il 1.600 turbodiesel da 130 CV sulla versione a due ruote motrici col cambio automatico (vedi prova Quattroruote di settembre 2014) c’era sembrato un po’ più godibile, mentre confort e abitabilità si sono confermate anche sulla 4x4 di notevole livello. Qualità, queste ultime due, che abbiamo apprezzato, ancor di più, soprattutto dopo aver accettato l’invito di Nissan di calarci nell’angusto bob sette posti (come l’X-Trail), fatto costruire dalla Casa nipponica proprio per porre l’accento in modo a dir poco originale sulla grande abitabilità della sua sport utility. Esperienza che abbiamo concluso con un’impressionante discesa (ovviamente da passeggeri) lungo le 14 curve di ghiaccio e cemento della pista olimpica di Innsbruck. Un’esplosione di adrenalina pura. Anzi, qualcosa di più.

Marco Ghezzi