Volkswagen TiguanSulle nevi svedesi con la 2.0 TDI 150 CV 4Motion

 

Arjeplog, Arvidsjaur. Luoghi ai confini del mondo, piazzati nel nulla delle nevi svedesi, a un centinaio di chilometri dal Circolo polare artico. Posti dove la gran parte delle persone che incontri ha cucito sulla giacca il nome di una Casa automobilistica o, per lo meno, di un fornitore di componenti. E dove muletti e prototipi sembrano più numerosi delle automobili normali. Di giorno li vedi sfrecciare avanti e indietro un po' ovunque e, quando scende la sera, li trovi persino parcheggiati davanti ai ristoranti, neanche fossero oggetti da comuni mortali. Lì, da novembre a marzo, è normale così. Ed è qui, in questo contesto a dir poco particolare, che abbiamo incontrato in anteprima la nuova Volkswagen Tiguan, prima Sport Utility del Gruppo Volkswagen a essere basata sull’ormai "onnicostruente" pianale Mqb.

Nuova famiglia. Col trascorrere del tempo, la nuova Tiguan darà vita a una vera e propria famiglia (una versione a passo lungo, una crossover dal design caratteristico e molto “lifestyle”, l’immancabile ibrida, di cui è già stata svelata la concept, ecc.) ma per cominciare si parte dall’interpretazione più classica, perfetta erede del modello delle origini. Rispetto al quale non si perde nulla dal punto di vista dell’impostazione generale, che rimane molto simile, ma si guadagna uno stile decisamente più fresco e giovane, sia dentro sia fuori. Insomma, è tutta nuova, ma questo non toglie che basti un nano secondo per riconoscere marchio e modello. Un po’ le somiglianze che possono esserci tra genitori e figli, per così dire.

Come va. Silenziosa, vellutata, sulle nevi svedesi la Tiguan ha rivelato subito la sua capacità di padroneggiare la bassa aderenza. Le qualità del telaio fanno tutt’uno con l’elettronica e la nuova Suv tedesca risponde con una docilità e una precisione che non si potrebbero proprio dare per scontate. A tratti sembra persino che sia dotata di gomme chiodate, tanta è la precisione e la facilità con la quale riesce a seguire le traiettorie desiderate. In realtà, basta allungare l’orecchio per sentire (anzi percepire, perché si tratta di qualcosa di quasi inavvertibile) il sottile lavorio delle pompe gestite dall’elettronica, che, come una mano dall’alto, fanno in modo che sia ridotto al minimo lo scollamento tra ciò che il guidatore vorrebbe che accadesse e ciò che realmente accade.

4Motion Active Control. In effetti, a questi aspetti della dinamica del veicolo, gli ingegneri della Volkswagen si sono dedicati con grande dispendio di forze. Da un lato, l’affinamento della trazione integrale 4Motion, che trasferisce in maniera del tutto inavvertibile la coppia al retrotreno non appena le ruote anteriori cominciano a perdere aderenza, dall’altra l’introduzione del 4Motion Active Control. Si tratta di una rotella, posta sul tunnel appena dietro la leva del cambio, con la quale si possono scegliere diverse modalità di guida: Snow, On road, Off road e Off road Individual. Nella nostra situazione, non c’è granché da pensare e la scelta viene da sé: a quel punto, l’acceleratore diventa perfettamente dosabile e la gestione della potenza alle ruote un gioco da ragazzi. i 150 cavalli del 2.0 TDI rimangono energici come sempre, ma con l’aggiunta di una grande progressività nel presentarsi a rapporto a mano a mano che li si chiama. In attesa del listino completo che sarà diffuso a breve, la Casa ha anticipato i prezzo d’attacco per le benzina, 27.550 euro (1.4 TSI Style) e per le turbodiesel, 32.550 (2.0 TDI Style).

da Arjeplog, Alessio Viola