Maserati
Esclusivo: abbiamo guidato la Levante Diesel 3.0 V6 - VIDEO

 

L'altezza è quella di una vera Suv, ma va detto subito che le qualità dinamiche della Maserati Levante non fanno rimpiangere di non trovarsi su una vettura più bassa. Un po' perché, seppur elevato (61 cm da terra), il centro di gravità resta comunque quanto di meglio offra la categoria, un po' perché tutta l'impostazione della vettura pare orientata a conservare le caratteristiche di base delle auto modenesi. Lo si vede già dal posto di guida: l'inclinazione del piantone contenuta in pochi gradi, il bel supporto offerto dai sedili, l'eccellente ancoraggio per le gambe.

Cinque diverse altezze. Sotto il cofano c'è il medesimo turbodiesel sei cilindri della Ghibli (250 CV per l'Italia, 275 per il resto del mondo, in ogni caso con 600 Nm di coppia massima) per la prima volta abbinato alla trazione integrale. E, altra differenza basilare rispetto alla berlina, affiancato da sospensioni provviste di molle ad aria, capaci di garantire la funzione autolivellante, ma soprattutto di assestare la Levante a cinque altezze diverse, due delle quali dedicate al pur poco probabile utilizzo off road. Su strada invece, mentre la trasmissione invia in permanenza o quasi l'intera coppia al retrotreno, è possibile abbassare di una tacca l'assetto, così da migliorare l'aerodinamica (la Maserati dichiara un Cx di 0,31). C'è pure un secondo step di riduzione, che peraltro diviene operativo solo a velocità da noi proibite, oltre i 170 orari.

Il confort che ti aspetti. In ogni caso, la prima cosa che salta all'occhio è l'eccellente confort di marcia: insonorizzazione efficace su tutti i fronti, con lieve comparsa del rotolamento su fondo rugoso, sostanziale assenza di rumori parassiti, trasmissione sempre fluida e buon assorbimento dello sconnesso, anche in presenza di pneumatici da 20” (per la Levante turbodiesel l'equipaggiamento di base prevede due pollici in meno). Ai canonici 130 orari, il sei cilindri ronza tranquillo attorno ai 2.000 giri. E, volendo, si può contare sull'assistenza del cruise attivo, finalmente sbarcato in Maserati assieme a un sistema di infotainment all'altezza dei tempi. La risposta in ripresa è sempre pronta, certo non devastante (a dispetto del generoso impiego di magnesio e alluminio, la massa complessiva è pur sempre attorno ai 2.200 kg), ma comunque consistente e progressiva.

Avantreno immediato e sincero. Passando alla modalità Sport, il carattere della Levante appare più genuinamente Maserati: cresce in immediatezza la risposta all'acceleratore, accompagnata da un sound più cupo, ancorché sempre contenuto entro limiti più che accettabili. E il cambio garantisce passaggi di marcia più immediati. Se poi si vuole anche un assetto di maggior consistenza, c'è lo Sport 2: sparisce il lieve galleggiamento che tipicamente accompagna il lavoro delle molle ad aria (qui peraltro mai causa di beccheggi evidenti), la risposta degli ammortizzatori Skyhook si fa più secca e il rollio si riduce a un semplice accenno. Sicché, quando c'è spazio per andar su col ritmo, la Levante fa sfoggio di un appoggio immediato e sincero sull'avantreno. Ovvio che, con un passo di tre metri, non ci si possa attendere una reattività fulminante nei cambi di direzione, ma precisione e piacere di guida non vengono comunque meno, anche sui tracciati più sinuosi. Qui, casomai, si vorrebbe un carico un po' maggiore per lo sterzo (comunque apprezzabile per precisione e sensibilità), mentre la risposta dell'impianto frenante appare progressiva oltre che adeguata alle circostanze. Quanto alla trasmissione automatica, di puntualità e morbidezza s'è già detto: resterebbe da migliorare la percezione degli spostamenti della leva, problematica da acquisire nelle manovre, almeno nel primo giorno di guida. Dettagli secondari, in sostanza, e che in ogni caso non vanno a intaccare la sensazione offerta dal primo approccio con la Levante: quella di un gran bel viaggiare.

da Balocco, Massimo Nascimbene