PaganiUna Huayra esagerata

 

Con 800 CV alle calcagna, la strada è sempre troppo stretta. Mentre le curve raccordano un rettilineo con l’altro in una sequenza ipnotica, è chiaro che qui sopra occorre darsi un limite: 1.100 Nm, più che una spinta, sono una proiezione temporale in un mondo parallelo. Quello della Huayra BC. Quest’ultima Pagani è il risultato di sei anni di evoluzione tecnica della Huayra: da quando è nata, nel 2011, alla Pagani non hanno fatto che perfezionarla e la summa di tutte queste migliorie si trova qui, sulla Huayra BC. Scopriamola. Pesa 132 kg meno delle Huayra viste sinora: un’enormità considerando che già la base di partenza brillava per il suo peso forma di 1.350 kg. I quattro flap attivi agli angoli dell’auto restano, ma in più ci sono un alettone regolabile sulla coda e un pacchetto aerodinamico che parte dal frontale per estendersi lungo le fiancate: il lavoro delle appendici aerodinamiche si trasforma in un carico aerodinamico extra (a 250 all’ora, più di 300 kg); jolly da spendere nei curvoni più veloci. È così che guadagna in stabilità e capacità di accumulare ‘g’ laterali. Queste sono le differenze più macroscopiche, certo, però a stupire sono i dettagli. Uno su tutti i sedili: i nuovi monoscocca di carbonio pesano appena 12 kg l’uno.

Cura dimagrante. E la cura dimagrante non ha fatto perdere confort o piacevolezza alle sedute o alle finiture. Ancora: il cambio, trasversale (così da spostare i pesi verso il baricentro dell’auto) e sequenziale, è del tutto inedito: ha nuovi attuatori, sincronizzatori di carbonio e un’idraulica riprogettata da cima a fondo; l’obiettivo era rendere ancor più fulminei i passaggi di marcia, ma senza rinunciare al confort: per questo la centralina sa gestire i rilasci di frizione ‘morbidi’ quando decidi di rilassarti fra le curve. Pure il V12 è aggiornato: rispetto alle Huayra di sempre la potenza sale da 730 a 800 CV (TBC; dato che verrà ufficializzato con l’omologazione tra qualche settimana, ndr). Non si tratta di un’impennata vertiginosa; l’obiettivo dell’operazione era quello di migliorare l’erogazione (ora la curva di coppia è più piatta) e di conseguenza la godibilità del nuovo set-up fra le curve. Perché, anche se resta confortevole da condurre ad andature da Codice, questa Huayra BC ha il piacere di guida marchiato a fuoco nel DNA e lo senti subito quando passi dalla modalità Confort a quella Sport (attraverso il comando sulla razza destra del volante) e cominci ad aggredire le curve. Dal tuo sedile, tutto risulta ‘raccolto’, compatto. E i comandi, specie quello di sterzo e cambio, li senti che sono ansiosi di contribuire al tuo divertimento.

Esperienza sensoriale. Se la Huayra era connessa al cento per cento alle azioni del pilota, la BC lo è al 110 per cento: quella caratteristica sensazione di guida analogica che avevi al volante, qui trova la massima espressione. Gran parte del merito di questa nuova anima va all’inedita messa a punto dello sterzo: oltre a essere più preciso alle medie/alte velocità, ha una nuova prontezza fra le mani che ti mette nelle condizioni di goderti meglio le fasi d’inserimento di curva. Nonostante questo, il retrotreno resta stabile e intuitivo da gestire quando decidi di darci dentro col gas. Il merito del cambio di passo, oltre che al fine tuning dell’assetto, va alle nuove sospensioni a quattro vie che, nel corso dei prossimi mesi saranno estese anche a tutta la precedente produzione di Huayra durante i tagliandi. Horacio Pagani dice che “questa Huayra ha moltissimi componenti nuovi e in un certo senso prefigura ciò che saranno le nostre auto del futuro”. Ausili elettronici alla guida compresi: per la prima volta su una Pagani è stato montato un ESP di ultima generazione che trattiene bene l’auto quando commetti errori di guida grossolani. E, insieme, ‘capisce’ quando cerchi la velocità (o il divertimento) consentendo al posteriore di scivolare verso l’esterno della curva in tutta sicurezza. A proposito: questo ESP dialoga col differenziale autobloccante (altra novità) a controllo elettronico. Insomma, come capite sto parlando di un’auto sostanzialmente ridefinita in ogni suo più piccolo dettaglio e che fa di tutto per farsi notare, pure da ferma. Le prese d’aria laterali, per esempio, sono esaltate da nuove bordure di carbonio a vista. I cerchi di lega (20” davanti, 21” dietro) sono monodado e lasciano intravedere il sistema frenante carboceramico firmato Brembo.

Intramontabile. Più la osservi, più puoi renderti conto che esiste una ragione chiara per cui il design delle Pagani non sarà mai accomunabile a quello di ‘altre’ Hypercar: il suo creatore è uno straordinario conoscitore dell’elemento principe di cui sono costruite le sue auto (il carbonio) e la sua immaginazione è supportata dalla capacità manuale di plasmarlo. Anche per questo la Huayra BC è tanto rifinita da risultare inavvicinabile, almeno sotto questo punto di vista, da qualunque altra rivale. Insomma, ecco la Huayra nella sua forma migliore: prestazioni micidiali (0-100 in 3” scarsi e velocità di 350 km/h), contenuti di ultima generazione e infinite possibilità di personalizzazione sono i fiori all’occhiello di un’auto che verrà prodotta in 25 pezzi, a 2.867.000 di euro l’una. La produzione è bloccata e se non l’avete già ordinata potrete sempre rifarvi con la versione Roadster che, come annunciato da Horacio Pagani nell’intervista dello scorso numero (#TG99), arriverà entro qualche mese.

Marco Pascali - TopGear ITA
(servizio ripreso da TG100)