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Renault Mégane SporterAl volante della station francese

 

Da sempre la Renault Mégane ha puntato sull’ecletticità delle sue tante versioni, tra cui la capostipite delle monovolume, la Scénic, e persino la cabrio-coupé (e tra poco arriverà la coupé vista al Salone di Parigi), passando dalla inossidabile berlina. Però, una cosa è certa: con il 70% di Sporter (percentuale simile a quella di altre concorrenti come Focus e Astra), è la familiare la più apprezzata di casa. Ed eccola, puntuale, dopo pochi mesi dall’arrivo della berlina.

Caratteristiche. Come dimensioni, la station francese cambia in modo poco percettibile, ma significativo, rispetto alla precedente: 5 cm in più in lunghezza (ora 463 cm) e 5 in meno in altezza (146, barre comprese). La silhouette ovviamente riprende quella della berlina nella parte anteriore, mentre il fianco è caratterizzato dalla linea cromata della vetratura, raccordata con le barre sul tetto. Nel posteriore le luci a Led orizzontali (edge light design) ricordano lo stile della più grande Talisman. Rispetto alla berlina, il passo sale di 4 cm (ne misura 271), quindi oltre all'ovvio bagagliaio più grande si trova anche più spazio per le gambe dei passeggeri. Quanto a contenuti e motori, si ritrovano tutte le novità apprezzate sulla berlina. A cominciare dalla plancia dominata dal touch screen da 8,7 pollici, ormai un classico delle ultime Renault. In generale si trova un sistema di infotainment completo e di facile utilizzo, con il solo inconveniente di essere soggetto a riempirsi di "ditate" nelle zone più frequentate, come il tasto Home o il volume. Non di eccelsa qualità le plastiche nel resto della plancia e negli interni delle portiere, un po' dure, ma l'insieme risulta comunque ben fatto e gradevole.  

Motore. Nel cofano si trova sempre uno dei turbodiesel più celebrati e di successo da oltre dieci anni, ovviamente sempre aggiornato e migliorato quanto a consumi e silenziosità/vibrazioni. La versione abbinabile al cambio automatico è quella intermedia, l'1.5 dCi 110 cavalli, che si conferma la più equilibrata e adatta alla vettura. Anche il doppia frizione Edc6 è ormai una vecchia conoscenza e non fa che confermare le sue doti, semplificando la vita del guidatore, assecondandolo pure nei percorsi più tortuosi, nei quali è consigliabile selezionare Sport o utilizzare la leva in modo sequenziale (i paddle al volante sono riservati alla GT, come pure le quattro ruote sterzanti del 4Control).

Come va. Oltre a passaggi di marcia rapidi e senza indecisioni, tipici dei doppia frizione, la Mégane può contare infatti sul Multi-Sense, che permette di sintonizzarsi al meglio con la vettura, scegliendo tra confort e sportività, o costruendosi un profilo personale con reattività su misura per sterzo, acceleratore eccetera. In sostanza, il tasto Multi-Sense sul tunnel permette di selezionare la modalità di guida tra Comfort, Perso, Sport, Eco e Neutral. La Sporter resta la station confortevole che conoscevamo, scattante quanto basta, pronta nelle riprese, dotata di uno sterzo diretto e progressivo, e infine silenziosa e ben isolata dal fondo stradale. Per quanto riguarda i prezzi, la Sporter (che costa 1.000 euro in più rispetto alla berlina) parte dai 19.900 euro della TCe 100 CV a benzina in allestimento Life (con climatizzatore manuale e il necessario). La versione più gettonata sarà l'intermedia Intens, abbinata al classico 1.5 dCi 110 CV. Con l'Edc costa 27.100 euro. Con il cambio manuale 25.500.

Andrea Sansovini