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Ford KugaRaid sulla neve del grande Nord

 

Dalla Lettonia all’Estonia, o per meglio dire da Riga a Tallinn: i 400 km o quasi che separano le capitali di due delle tre repubbliche Baltiche hanno fatto da scenario alla prima presa di contatto con la nuova Ford Kuga, riveduta e corretta a quattro anni dal debutto della seconda serie. Un'ambientazione fuori dal comune, per un percorso che se non altro ha consentito di tenere a lungo le ruote sulla neve: merce sempre più rara da noi, ma che a quelle latitudini è presente in pianta stabile già ai primi di novembre.

Motore 2.0 TDCi con due step di potenza. Eppure, a dispetto delle difficili condizioni climatiche, da queste parti le strade vantano un fondo di tutto rispetto, tanto da risultare poco impegnative per sospensioni che comunque assicurano qualità di assorbimento prossime all’ineccepibile, che si tratti della configurazione standard, in forza alla Titanium con turbodiesel due litri da 150 CV, o del settaggio relativamente più solido che accompagna l’inedita Kuga ST, nella circostanza asservita dalla versione più potente (180 CV) del turbodiesel di due litri. In un caso come nell’altro, a far compagnia ai quattro cilindri a gasolio c’è un cambio manuale a sei rapporti che, per quanto apprezzabile in termini di manovrabilità e precisione degli innesti, su vetture del genere risulta piuttosto anacronistico.

Gran confort di marcia. I lunghi rettilinei tagliati nei boschi che accompagnano la costa del mar Baltico non offrono grandi spunti per mettere alla prova le qualità dinamiche della Ford Kuga, al di là del sostanziale apprezzamento per il confort: a disturbare la tranquillità del viaggio ci hanno pensato soprattutto i pneumatici invernali, nel caso irrinunciabile corredo anche per vetture fornite di trazione integrale. Quest’ultima ha avuto modo di far sfoggio delle sue virtù, vuoi per la rapidità di trasferimento della coppia da un asse all’altro in occasione dei (frequenti) cambiamenti delle condizioni di aderenza, vuoi per una motricità mai venuta meno anche in presenza di neve fresca. Ne è uscita una marcia in totale relax, anche se le temperature di poco inferiori allo zero ancora non portavano alla compattezza del fondo di norma garantita dalla neve del profondo nord, con i vantaggi che ne conseguono in termini di grip. Parallelamente, la Kuga si è fatta apprezzare per l’equipaggiamento di bordo, a partire da quello tecnico: lo sbrinamento elettrico del parabrezza, per esempio, soluzione che Ford adotta da anni in sostanziale solitudine. Per contro, i sensori di parcheggio (nella circostanza implementati al fine di consentire la manovra automatica anche negli stalli perpendicolari, oltre che per il riconoscimento di eventuali ostacoli) in più di un’occasione sono risultati accecati da neve e sporco accumulati su paraurti e dintorni.

Restyling leggero. Se dal punto di vista stilistico il restyling di cui è stata oggetto la Kuga si risolve sostanzialmente nell’adozione della vistosa calandra trapezoidale, nell’abitacolo le modifiche acquistano un maggior spessore, a cominciare dal riordino dei comandi dedicati ai servizi secondari: meno pulsanti insomma anche se ci sono più funzioni, e un inedito touch screen da 8 pollici a far da interfaccia per il sistema di connettività Sync 3, chiamato a far dimenticare la non eccelsa funzionalità del suo predecessore e soprattutto forte di maggiori potenzialità per l’interconnessione con gli smartphone, Apple o Android che siano. Una dotazione all’altezza dei tempi in sostanza, per una vettura che in Italia troverà nuova spinta grazie all’ingresso in gamma del turbodiesel 1.500 da 120 CV: questione di settimane, poi scopriremo come va la Kuga con questo inedito abbinamento.

Da Tallinn, Massimo Nascimbene