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Skoda KodiaqAl volante della nuova Suv con il 2.0 TDI - VIDEO

 

Azzeccata com'è, la Skoda Yeti non poteva restare sola. E allora ecco qui per lei una sorella, anzi una sorellona: si chiama Kodiaq ed è più lunga di quasi mezzo metro. Non è poco, ma è ciò che serve per infilarsi tra la Ford Kuga, la Kia Sportage o la Nissan X-Trail. Sono tutte un pochino più corte, ma non sempre può bastare il metro per sancire (o meno) l’opportunità di un confronto. Un corpo vettura grande, quello della nuova Kodiaq, ma non gigantesco, nel quale c'è posto anche per la terza fila di sedili (a richiesta, per una cifra che va dagli 800 ai 970 euro a seconda degli allestimenti). Un dettaglio, quest'ultimo, che rende la Kodiaq interessante anche per gli amanti delle statistiche: si tratta infatti della prima Skoda capace di ospitare sette passeggeri.

Lei firma con l’ombrello. Occhi aperti fin da subito, quando ancora non si è saliti a bordo: vale infatti la pena di notare che, nello spessore del pannello porta, è presente quel portaombrelli (nato con la Superb) che rischia ormai di trasformarsi in una vera e propria firma della Casa ceca. Esattamente come la realizzazione degli interni, che ricalca l'approccio tipico dell’ultimo quarto di secolo, da quando cioè il marchio è entrato a far parte del Gruppo Volkswagen. Definitivamente messi da parte i tempi della 120L o della Felicia, le Skoda di oggi sono la dimostrazione che il ben fatto e il lusso non devono necessariamente andare di pari passo. Qui tutto è pensato e realizzato con cura (forme, materiali, soluzioni sono quelli tipici del Gruppo tedesco), ma è anche evidente la pertinace attenzione alla sobrietà. Un elemento che si spiega con facilità: non c'è bisogno di essere dei geni del marketing per capire che il rischio, altrimenti, è di scivolare nei territori presidiati dalla Volkswagen.

Interni secondo tradizione. Cio detto, la Kodiaq è una di quelle macchine sulle quali ti trovi a tuo agio fin dal bel principio: posizione di guida corretta, buona visibilità e comandi con i quali si stringe amicizia subito. Per questi ultimi, gli ingegneri che si sono dedicati all'ergonomia hanno preferito mantenersi sul lato della tradizione, evitando l'imperante tendenza a "virtualizzare" ogni genere di comando infilandolo nello schermo touch centrale. A proposito di quest'ultimo: la Kodiaq tiene a battesimo il nuovo impianto multimediale Skoda Connect: è completo dal punto di vista delle dotazioni e, per quanto riguarda l'interazione uomo/macchina, si ispira fortemente a ciò che già da qualche tempo si vede sulle consorelle del Gruppo, Volkswagen in primis.

150 ben portanti. Dentro il cofano della Kodiaq c'è l'inossidabile due litri TDI, che ripropone in maniera indefettibile le sue buone qualità: è silenzioso, morbido e ha quella gradevole disponibilità che è ciò che serve su un'auto del genere. Con 150 cavalli non si può certo pensare di fare le corse, ma questo non toglie che sia il motore giusto per la Kodiaq. Aggiungete il cambio automatico Dsg e vi ritroverete per le mani una compagna di viaggio ideale per macinare chilometri alla grande. Il baricentro più alto del solito un pochino si fa sentire, un dettaglio che questa Suv si fa perdonare con la compostezza e il bilanciamento. Avantreno e retrotreno sono perfettamente accordati l'uno con l'altro e, se ci aggiungi la prevedibilità, significa ritrovarsi sempre un'auto facile, rassicurante, di quelle che t'avvisano per bene prima di prendere qualsiasi iniziativa.

Sotto i 30.000. Se poi volete qualche cavallo in più, il powerstep da 190 cavalli è lì che vi aspetta: l'abbiamo guidato, non è una rivoluzione rispetto al fratello meno potente e finisce che è più quello che si aggiunge in termini di prezzo piuttosto che quello che si guadagna sotto il profilo del piacere di guida: è infatti disponibile soltanto con l'allestimento top, denominato Style, e significa dover spendere 39.450 euro. Col 150 cavalli, invece, si riesce a stare sotto i 30.000 euro: l'entry level (Active) costa infatti 29.950 euro.

Da Palma di Maiorca, Alessio Viola