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Seat LeonTra i cordoli con i 300 CV della Cupra 2.0 TSI - VIDEO

 

Alla fine del rettilineo opposto ai box, la nostra Seat Leon Cupra viaggia ben oltre i 180. Quinta marcia, gas tutto giù. E la discesa rende tutto più divertente: in staccata si può osare parecchio, per un'auto di serie, e la mano va a "richiamare" tre marce con il paddle di sinistra. La Leon Cupra 2.0 TSI 300 CV Dsg, ulteriore evoluzione delle precedenti versioni "280" e "290 CV", perde subito velocità e s'inserisce rapida nella piega a sinistra del circuito spagnolo di Castellolí. Quattro chilometri e cento metri, fatti di continui cambi di pendenza e curve di ogni tipo.

Equilibrio invidiabile. Non è solo questione di avere sottomano dieci cavalli in più, che pure nessuno disdegna. La Leon Cupra 300, degna erede di una stirpe nata ormai vent'anni fa, può contare su un equilibrio, al rialzo, difficile da trovare in questo mercato di nicchia. La maggior potenza non crea il minimo problema, anzi sembra esaltare ancor più un modello che ha una base tecnica di grande spessore (ne sa qualcosa chi scrive, che ha corso nel 2016 a Imola con la versione da gara Leon Cup Racer).

Efficace e invariato l'assetto. L'assetto super efficace della nostra cinque porte, in gran parte invariato rispetto alle ultime Leon Cupra, è il prodotto di sospensioni specifiche complete di ammortizzatori a controllo elettronico (il Dcc è di serie). Il differenziale autobloccante Vaq, che sfrutta una frizione Haldex per ripartire tutta la coppia da una ruota all'altra dell'avantreno, costituisce l'atout essenziale per scaricare a terra cavalli e coppia. Me ne accorgo soprattutto in uscita dalla lenta curva a sinistra da seconda marcia, circa a metà tracciato. Sull'esemplare del test, inoltre, è presente il Performance pack (di cui non è stato ancora reso noto il prezzo), che include cerchi da 19" di colore arancione o nero, pinze freno Brembo di colore nero o rosso, le gomme Michelin Pilot Sport Cup 2, molto performanti tra i cordoli, e i freni anteriori con dischi ventilati e forati, con pinze Brembo. Il prezzo è unico per le tre varianti di carrozzeria cinque porte, tre porte SC e station ST: 36.600 euro con cambio Dsg. Già in vendita, la vedremo in concessionaria in primavera.

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Tra una curva e l'altra. Ma torniamo in pista. In Cupra mode, quindi con tutti i parametri dinamici al top, e con i controlli elettronici disinseriti, ho a disposizione "stint" da tre giri. La frenata è potente e progressiva, e la si può "portare" fin dentro la curva, tanto è valido l'equilibrio generale. In percorrenza la Leon Cupra è molto rapida e non mette in apprensione: bisogna solo evitare di riaprire il gas troppo presto, a ruote non del tutto riallineate, per non allargare la linea col muso. La Leon più potente è molto divertente e aiuta parecchio a fare le scelte giuste, perché è precisa e reattiva, anche grazie allo sterzo progressivo di serie: così, anche se commetto un errore, ho il margine per rimediare. In appoggio si può far conto sul rollio ridotto e sull'azione decisiva della super gommatura 235/35 da 19 pollici poco intagliata; inoltre, per quanto mi riguarda, il sedile sportivo trattiene bene, quindi non ho distrazioni. Molto reattiva, pure, la cinque porte spagnola, anche nella parte del circuito in cui bisogna cambiare direzione in modo rapido.

Molto appagante. Inerzie minime, buon feedback dalle ruote, e così ci si diverte sempre, come capita di rado su una vettura stradale. Poi, sulla salita finale, inframmezzata da una esse, piede destro a fondo e la potenza del 2.0 TSI emerge prepotente, fino ai 6.800 giri, con un limitatore progressivo, che consente di tenere inserita la marcia, senza dover cambiare per forza. Il motore, insieme all'assetto, fa la macchina, per prontezza di risposta e grande spinta su un arco di utilizzo molto ampio. Anche questo contribuisce a entrare in sintonia con la Leon Cupra, che non è difficile da approcciare. Ti fa andare subito forte, e con relativa facilità. Poi, se vuoi alzare ancora l'asticella, devi metterci del tuo.

Da Castellolí, Andrea Stassano