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Mercedes Classe E CoupéAl volante della E 220d 4Matic

 

Il senso della nuova Mercedes-Benz Classe E Coupé si concentra nelle bocchette d'aerazione: elementi sferici, che sembrano fresati dal pieno, galleggiano silenziosi sulla plancia come fossero incastonati in un panetto di burro a temperatura ambiente. A fondo corsa, ruotandole di 90 gradi, emettono un clic sottile, sempre uguale, mai incerto, che sa di precisione, meccanica fine e cura del dettaglio. Sono, le bocchette, l'epitome di una macchina, la Classe E Coupé, che nel suo complesso riassume i valori più alti dell'essere una Mercedes-Benz. Frank Thiess, membro del team di sviluppo della C238 (il nome in codice, sarebbe), quasi si commuove nello scoprire che qualcuno ha apprezzato la maniacale dedizione per il particolare: "Abbiamo investito tanto tempo e risorse per questi dettagli, c'è stata una lunga discussione in merito, e mi fa piacere che i nostri sforzi vengano ripagati", ha ammesso.

Qualità diffusa. Ora, di particolari che da soli meriterebbero un approfondimento ce ne sono tantissimi: vogliamo parlare del profilo dei finestrini, che incornicia i cristalli laterali senza soluzione di continuità, dalla base del parabrezza alla porta, facendo il giro completo dal montante posteriore? O dello scenografico "saluto" delle luci posteriori a effetto cristallo? Oppure ancora dei tergicristalli evoluti o di come le venature delle essenze di legno del cruscotto si sposano con gl'inserti sui pannelli porta? 

L'eleganza che non impegna. Del resto, un motivo, e probabilmente anche più di uno, ci deve essere se l'anno passato la Stella a tre punte è tornata a risplendere dall'alto nella classifica dei marchi premium più apprezzati dagli automobilisti. Guidandola, la Classe E Coupé fornisce tutte le risposte del caso e, semmai, ci s'interroga sul fatto che questo tipo di macchine, genericamente le coupé s'intende, non se le fila più nessuno, almeno da noi. Il che, possiamo dirlo, è un vero peccato. Soprattutto se all'apparente contraddizione di un'auto lunga quasi cinque metri con due porte e quattro posti - tutti ampi e comodi - s'abbina l'efficienza di un motore razionale, adeguato, in linea con le necessità del mondo reale, senza eccessi. Il nuovo due litri turbodiesel da 194 cavalli a quattro cilindri. Al quale, volendo peccare di eccessiva ricercatezza, si può rimproverare solo di avere quattro cilindri, appunto. Va detto che la natura dell'unità propulsiva s'avverte prevalentemente quando ci si avventura nella parte alta del contagiri, perché ai bassi giri, invece, tutto è molto ovattato e isolato. Molto Mercedes, verrebbe da dire.

Su strada. Non c'è voluto molto per capire che il meglio di sé la E 220d Coupé lo dà in modalità Comfort. Un po' perché l'esemplare guidato montava le sospensioni di serie Direct Control, tarate in fabbrica senza indulgere troppo in inopportune derive sportiveggianti, un po', come detto, per le caratteristiche del turbodiesel (qui abbinato al 9 marce automatico), che si fa apprezzare più per la generosità della coppia motrice - 400 Newtonmetro costanti tra i 1.600 e i 2.800 giri, dove s'insiste maggiormente nella guida di tutt'i giorni - che per l'esuberanza dei cavalli. Anche perché, sebbene sia più leggera della generazione precedente, la E 220d 4Matic Coupé è pur sempre un macchinone da 1.800 e passa chili. Non lo diresti, però, guidandola: lo sterzo, ovviamente elettrico, la fa sembrare leggera, quasi sospesa, persino agile nel misto stretto, e senza per questo perdere la sensazione di controllo, la fluidità, la progressività e la leggendaria centratura in rettilineo tipica delle migliori Mercedes di sempre. 

Entro i limiti. Dentro, mentre si gode di ciò che non si vede e cioè di tutto quello che concorre a definire la qualità della guida, si possono esprimere valutazioni sull'abilità di coniugare in modo moderno soluzioni hi-tech, come i quadri strumenti composti da monitor ad alta definzione, con elementi ricchi di tradizione, quali legni pregiati, vernici spesse e solido metallo. L'appagamento sensoriale raggiunge vette inattese anche e soprattutto viaggiando con tutt'e quattro i finestrini abbassati e il tettuccio aperto: fino ai circa 100 orari, regna uno strano silenzio, mentre l'aria libera di attraversare l'abitacolo accarezza le teste degli occupanti. Magie dell'aerodinamica. E della tecnologia: in tema di guida assistita, per esempio, anche la E Coupé offre quanto di meglio sia permesso oggi dalle normative. Le mani sul volante vanno tenute, è un obbligo di legge, ma in coda e in autostrada, con la macchina che sterza e cambia corsia quasi da sola, il sistema funziona molto bene. Anche troppo, verrebbe da dire, visto che è predisposto per rispettare pedissequamente i limiti di velocità. Il che, se non altro, fa della Mercedes-Benz E 220d Coupé 4Matic la macchina più chic per attraversare la Svizzera.

Carlo Di Giusto