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Ferrari GTC4 Lusso T
Otto cilindri possono bastare? - VIDEO

 

Otto cilindri possono bastare? La risposta è sì se, come nel caso di questa Ferrari GTC4 Lusso T, il V8 in questione esce dalle mani magiche degli uomini di Maranello. Di base il motore è lo stesso che spinge la California T e la 488, ma aggiornato con importanti modifiche per renderlo ancora più pronto ed efficiente. I pistoni e le bielle, per esempio, sono nuovi, gli impianti di alimentazione e scarico sono stati completamente ridisegnati e, in generale, è stata rivista tutta la fluidodinamica.

Coppia variabile. In questa versione l'otto cilindri eroga la bellezza di 610 cavalli, si pone cioè più o meno a metà strada tra quello della California, che ne ha 560, e quello della 488, che tocca addirittura i 670. Anche su questo è stato mantenuto quello che i tecnici Ferrari chiamano Torque Management e che consiste nel realizzare una curva di coppia diversa, che cambia in funzione della marcia che si sta utilizzando, fino a raggiungere il valore di 760 Nm, quindi più elevato di quello della 12 cilindri, quando si innesta la settima marcia. La potenza massima, poi, viene erogata a 7.500 giri/min, ma la curva è molto piena nella parte alta del contagiri, quasi piatta dai 5.500 giri in su. Tutto questo si traduce su strada in una grandissima elasticità di marcia, il turbo-lag è assolutamente inesistente, in accelerazioni brucianti ma, soprattutto, in quella bella sensazione di progressione che sembra non terminare mai man mano che si innestano le marce superiori.

Super Manettino. Come su ogni Ferrari il motore, il cambio e l'assetto li si gestisce con il manettino che, sulla GTC4 Lusso T, ha ben cinque posizioni. Lasciate da parte le prime due, ottimizzate per muoversi sui fondi a bassissima aderenza (neve e ghiaccio) e sul bagnato, nell'uso normale si finisce per utilizzare, a seconda delle situazioni, il setup Confort e quello Sport, che prevede una taratura più sostenuta, ma non esagerata, dell'assetto e una risposta ancora più pronta a decisa del motore, del cambio e del differenziale autobloccante a controllo elettronico (E-Diff).

Handling superlativo. In realtà, al di là delle prestazioni, che sono oggettivamente straordinarie, quello che impressione di più di questa Ferrari è il dinamismo che dimostra su strada. Più leggera della dodici cilindri da cui deriva, con le masse concentrate ancora più vicine al baricentro e con una preponderanza di peso sul retrotreno, dove grava addirittura il 54% della massa totale e dove si scaricano tutti i 610 cavalli dell'otto cilindri (la T ha la trazione posteriore, non è integrale come la V12), la GTC4 risponde ai comandi del pilota in modo rapidissimo, fulmineo. Aiutata in questo anche dalle quattro ruote sterzanti, che le regalano una stabilità eccezionale alle velocità più elevate, quando cioè si muovono in fase con quelle anteriori (fino a 2,5 gradi), e una agilità inaspettata quando ci si inserisce nelle curve più strette, cioè quando sterzano in controfase. Il tutto senza perdere nulla, tutt'altro, in termini di precisione e di progressione delle manovre.

Gran confort. Ma la GTC4 è anche confortevole, come del resto ci si aspetta da un'auto che ha un prezzo di partenza di 233.525 euro. La vita a bordo è molto piacevole, l'abitacolo, rifinito nel più puro stile Ferrari, è molto elegante e anche ampio perché pure in quattro non si viaggia per niente male. A questo punto sarebbe riduttivo pensare a questa GTC4 come a una versione meno dotata o meno performante della 12 cilindri. Quel che è certo è che la T ha un carattere tutto suo, profondamente diverso da quello della V12 e, per certi versi, molto più affascinante. Non c'è dubbio, a Maranello sono riusciti a stupire. Una volta di più.

Marco Perucca Orfei