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Top DriveDirector's cut: Abarth 124 Spider - VIDEO

 

La prima automobile che ho guidato è stata una Fiat 124 Sport Coupé prima serie, color blu scuro. Parola grossa, guidato. Diciamo che mi appesi al volante e – affidando al mio estro artistico un’imitazione assolutamente apprezzabile del suono metallico del bialbero millesei – ripetetti da fermo quello che vedevo fare a mio padre ogni giorno. Una foto immortala quest’attimo catartico, ché l’esperienza – sia pur statica – mi rivelò un universo che sarebbe diventato il fulcro della mia esistenza. Per questi motivi del tutto personali, ho un debole per la 124.

Ritorno con plauso. Non entro neppure nelle polemiche di chi vede nell’origine Mazda un tradimento dello spirito così puramente italiano delle spider due posti: sono scemenze buone ad alimentare le faziosità partigiane, anacronismi del tutto scevri da qualsiasi contezza del mondo d’oggi, nostalgie malriposte di un passato tanto glorioso quanto irripetibile. Per me, la decisione della Fiat di riportare in gamma un modello aperto è da applaudire a prescindere, e lo è ancora di più considerando l’eccellente calibro progettuale della “donor car” MX5, che ha saputo trasformare in successo planetario una specialità prima inevitabilmente recintata in un destino di nicchia. Ed è diventato un plauso incondizionato ed entusiasta quando alla versione normale si è deciso di aggiungere la Abarth da 170 CV, per l’appunto oggetto del mio Top Drive.

Mettiamo da parte i numeri. Spoiler alert: questa non è una prova su strada. Quattroruote fa un punto d’orgoglio nel distinguere con rigore tutto ciò che è frutto di un’analisi scientifica da quello che, invece, è suggestione, passione e coinvolgimento. Ecco, il video è esattamente questo: vi spiego perché una macchina mi piace, lasciando da parte misurazioni, performance, lap times e spazi di frenata. Per quello, c’è la straordinaria sfida in famiglia che troverete sul numero di aprile di Quattroruote, da sabato in edicola: l’Abarth contro la sorella di serie contro la sorella da gara, messe a confronto sul filo del cronometro al Vairanoring.

Gian Luca Pellegrini