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Renault CapturAl volante della 1.2 TCe 120 CV - VIDEO

 

Dopo il restyling della Clio, arriva il turno della Captur, la crossover nata quattro anni fa proprio sulla base della piccola francese e talmente di successo da diventare la più venduta in Europa nella categoria. L’obiettivo era di non stravolgerla, naturalmente, ma di alzarla un po’ di tono, per così dire, grazie a una maggiore attenzione ai materiali, alla cura dei dettagli e inevitabilmente, per stare al passo coi tempi, con nuove tecnologie di bordo.

Design estetico. Come di consueto, i ritocchini cominciano dai gruppi ottici, e infatti si trovano fari full Led e luci diurne con la forma a “C”, mentre lo stile crossover è sottolineato dagli scivoli integrati nei paraurti. In casa Renault, nel frattempo, è arrivata la più grande Kadjar, e questa volta tocca alla Captur ispirarsi alla sorella maggiore, anche con la calandra più importante e con il profilo cromato. Infine, tra gli optional debutta anche il tetto panoramico di vetro (non apribile).

Motore e consumi. Per questo primo test di guida, la protagonista è l'1.2 turbobenzina da 120 cavalli, ora disponibile col cambio manuale (prima questa potenza era riservata  all'automatico a sei marce Edc). Da subito, convince per l’accelerazione vivace e la prontezza a tutti i regimi. Le cambiate sono abbastanza morbide e si sfruttano bene le sue caratteristiche, cioè buona coppia in basso (205 Newtonmetro a 2.000 giri) e apprezzabile capacità di allungo. Il motore si avvia col tasto Start, in posizione ben visibile e raggiungibile. Si parte con una gradevole souplesse, ma pigiando sull'acceleratore si possono tirare le marce fino alla soglia dei 6.000 giri. Nell'uso di tutti i giorni, quel che conta è poter viaggiare sui 2.000-3.000 giri e poter riprendere senza frequenti scalate. Se si vuole viaggiare tranquilli e risparmiare un po’ c’è il tasto Eco, sul tunnel, che suggerisce cambi marcia a regimi più bassi. La luce verde sulla strumentazione segnala lo stile di guida più ecologico (in ogni caso, si può eliminare la spia dalle impostazioni del touchscreen). Le percorrenze segnate dal trip computer non sono affatto male: media di 15-16 km/litro, su un percorso pianeggiante (siamo in Danimarca), ma comunque vario e appagante. 

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Dinamica di guida. La guida si conferma gradevole e sicura anche nei tratti più tortuosi. La crossover compatta è agile e ben equilibrata, anche grazie allo sterzo dal buon carico e con un feeling corretto. Quanto all’insonorizzazione dell'abitacolo, c’è da dire che alle andature più spinte filtrano un po' di rumori di rotolamento e di fruscii aerodinamici. 

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Dispositivi di sicurezza. Passando ai dispositivi di sicurezza, la novità principale di questo restyling è l’introduzione del monitoraggio degli angoli bui, attivo tra i 30 e i 140 km/h  per evitare di spostarsi di corsia mentre altri veicoli sono “invisibili”, ma a rischio di collisione. Per il segmento B, si tratta di una primizia. L’altra novità di rilievo serve invece a semplificare la vita cittadina, nelle manovre e nella ricerca di un parcheggio. L’Easy park assist permette di scegliere dove lasciare l'auto (lungo il marciapiede, a pettine o a spina di pesce) e passando sotto i 30 km/h il sistema segnala il "buco" ed esegue le manovre dello sterzo, lasciando al guidatore acceleratore e freno.

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Infine, i prezzi. Si parte dai 16.100 euro della 900 TCe Life (erano 16.950) per arrivare ai 27.550 della 1.5 dCi 90 CV Edc Initiale Paris, il nuovo allestimento al top della gamma (che comprende interni di pelle, Bose sound system, Easy park assist e sistema multimediale R-Link Evolution compatibile con Android Auto). L'1.2 TCe costa invece 20.900 euro nell'allestimento Intens (già dotato di climatizzatore automatico, apertura senza chiave, sensori di parcheggio posteriori, navigatore satellitare e radio Dab). Per il periodo di lancio (che inizierà il 10 giugno), è prevista una serie limitata Edition One con l'1.5 dCi 110 CV full optional (compreso il tetto panoramico) a 23.900 euro.

Da Copenhagen, Andrea Sansovini