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Lamborghini Huracán PerformanteLe aerosupercar sono arrivate

 

Cosa posso farci se il piacere che provo in questo momento è… viscerale? La scena è questa: sono seduto sul muretto della pit-lane e davanti a me c’è una Huracán Performante calda e pronta a partire. L’ho parcheggiata io lì, perché l’ho appena guidata tra i cordoli di Imola. Ora sto cercando: A) di placare l’emozione; B) rimettere in fila pensieri e sensazioni di guida. In questa girandola di emozioni in multicolor, alla mia sinistra un gruppo di colleghi francesi sta sottoponendo a una specie di ‘terzo grado’ Maurizio Reggiani (capo della ricerca e sviluppo della Lamborghini) con domande al limite dell’impertinenza sui ‘perché’ e i ‘percome’ di quest’ultima Lambo; sembrano membri del Consiglio di amministrazione più che giornalisti. A fine interrogatorio, Reggiani usa l’asso di bastoni con l’aria di chi sa di avere la partita in mano: “È il vostro turno, provatela. Poi ne parliamo”. Questi s’infilano in auto, partono e dopo una ventina di minuti li vedo rientrare in ‘pit’ e scendere in una nuvola di Mah, Bah, Mais oui, C’est incroyable. Sono esterrefatti, solo che trattengono maldestramente l’emozione con quel fare d’Oltralpe che mai come oggi sembra fuori luogo. Reggiani li accoglie sorridendo, ringrazia e va da altri colleghi: sa che l’auto che la Lamborghini ha messo in pista oggi potrà dire la sua per parecchio tempo. E che i francesi se ne facciano una ragione: le supercar sono cosa nostra.

Fuori dai denti. La Huracán Performante piacerà a tutti, sarà una bella gatta da pelare per le concorrenti perché va straveloce e, soprattutto, perché introduce una serie di finezze che diventeranno imprescindibili anche sulle supercar di piccola taglia come lei. Se pensate che mi riferisca solo al sistema Ala (Ala Lamborghini Attiva) siete fuori strada perché sto parlando di cose più sanguigne che tecniche… sulla sua aerodinamica torno fra un attimo, prima dovete sapere che dai suoi scarichi, dopo averla guidata, potrete vedere il rosso dell’impianto di scarico incandescente. Ma non è finita. In lei ci sono contenuti destinati a proiettare verso un futuro tutto nuovo l’empatia di guida che una Lamborghini può esprimere. Come? Con una nuova reattività, per esempio: questo suo modo inedito di obbedire ai tuoi comandi. Mi spiego: una caratteristica delle piccole Lambo veloci (qui mi riferisco alla Gallardo Superleggera o Super Trofeo Stradale) è sempre stata quella di restituire una manovrabilità mono-nota: le possibilità di gestire l’auto in centro curva erano limitate perché la loro messa a punto ha sempre privilegiato la pulizia di guida al divertimento fine a se stesso; col risultato che le vecchie Gallardo più spinte sono sempre state assai veloci, ma poco coinvolgenti da guidare. Con lei le cose cambiano: pur restando un’auto sostanzialmente neutra, i nuovi setup di Esp, differenziale centrale e posteriore, sospensioni eccetera permettono - pure - di farla scivolare a piacimento dentro curva. E in definitiva di farti percepire in modo giocoso questo Toro Performante.

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Alcantara e racing. Lo schermo che funge da cruscotto è stato ridefinito nel design e la sua grafica ora aiuta il processo di “aumento della salivazione” che è in atto da quando ti sei seduto sui suoi sedili praticamente da corsa: ci sono schermate dedicate alle performance pure (telemetria inclusa) e altre più utili per quando ti muovi per strada. Là in mezzo, sopra i pulsanti della console centrale, il monitor che di solito replica le temperature di acqua/olio & Co., quando selezioni la modalità di guida Corsa, mostra graficamente il carico aerodinamico extra (e la sua ripartizione) garantito dall’aerodinamica attiva Ala: un sistema intelligente che permette di sfruttare l’aria investita dalla carrozzeria non solo per staccare più forte o per ottenere velocità di punta superiori, ma pure per far voltare (anche) aerodinamicamente l’auto grazie all’aerovectoring. A questo punto è arrivato il momento di avviare il V10: il classico rumore d’accensione viene subito ingoiato dal latrato del nuovo scarico alleggerito (da solo ha fatto risparmiare 10 kg): acceleri e, una frazione di secondo dopo il gran risucchio dell’aspirazione, dai due tubi posteriori si sprigiona tutta la voce dei 640 CV (30 più della Huracán standard), con tanto di scoppiettii e versi gutturali del caso. Vedete: ripercorrere il rito di una partenza porta già l’emozione alle stelle. E il bello deve ancora arrivare. Come accennavo, la novità più interessante che porta in dote la Performante è questo nuovo approccio iperdiretto alla guida. Il pedale central è pronto, le frenate potenti e profonde. Puoi staccare a pochi metri dalla curva potendo contare su un inserimento estremamente incisivo. Non ci sono trasferimenti di carico da gestire con apprensione perché il sistema che regola ogni componente dell’auto (Anima) lavora perché l’immediatezza di ogni risposta sia… tale. 

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Pelo nell’uovo. Una volta comprese le sue abilità, puoi provare a giocare col suo limite, per esempio andando ad accelerare appena prima della corda per provare a vedere fino a che punto la sua trazione integrale saprà fiondarvi con efficacia fuori dalla curva. Magari scoprendo che vi basta puntare sguardo e sterzo verso la direzione giusta per godervi una scenografica uscita di curva in dérapage (per dirla alla maniera dei colleghi di cui sopra) e sovvertire molte certezze in fatto di ‘guida’… giocando un po’ a controsterzare alla vecchia maniera. Perché è questo il punto: con la Performante puoi goderti il meglio del nuovo mondo (potenza, elettronica, sicurezza, gestione puntuale di ogni componente meccanico) sapendo di poterti divertire sempre e comunque. Qualunque sia il tuo stile di guida. Volete qualche difetto? L’ho guidata a lungo su un percorso stradale cercando il classico ‘pelo nell’uovo’ e ho scoperto che le sue sospensioni elettroniche mangiano le strade sconnesse con la stessa abilità con cui ti fanno infilare in un curvone a 240 all’ora in pista. E che il suo cambio a doppia frizione sa comportarsi come quello di una Golf nel traffico. E, ancora, che le sue velocità sanno porvi ogni problema morale possiate immaginare, anche se questo è piuttosto scontato. Quindi se vi dicessi che raggiungere il vano portaoggetti dietro la console centrale è un po’ complicato potrei solo scivolare nel ridicolo.