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Storie d’autoPatriarca in un libro

 

Un tuffo nel passato remoto, o quasi, dell’automobilismo sportivo è sempre un’emozione profonda per i veri appassionati. Come quella che procura Franco Carmignani, non nuovo con le testimonianze della memoria, leggendo il suo “Patriarca, un Nome un’Epoca una Storia”: una puntuale e avvincente ricostruzione di un’epopea legata al nome di Rodolfo Patriarca, costruttore ed elaboratore romano di vetture di piccola cilindrata ma di grandi prestazioni. Sabato 5 febbraio, dalle 16.30 alle 20, il volume (edito da ASI) sarà presentato in via Assisi 57, nella sede del BMW Service del figlio Franco. La notorietà del “mago di San Giovanni” ruota principalmente attorno alla figura di un grande campione degli anni 40 e 50, marchigiano di nascita e romano d’adozione: Sesto Leonardi collezionò 170 vittorie in 300 gare raccogliendo 11 titoli nazionali nel palmarès.

Titoli e titoloni. Proprio a lui, il geniale Patriarca affidò, nel 1950, la sua superleggera Sport motorizzata con il bicilindrico G1 Giannini di 750 cm3 e 42 CV (derivato dalla Fiat Topolino) nelle versioni Berlinetta per le gare di durata e Spider per le competizioni in circuito. All’epoca, la stampa sportiva, e non solo, dedicò ampi spazi e titoli alle vittoriose imprese di un binomio pressoché imbattibile, Patriarca e Leonardi appunto, che si tolse numerose soddisfazioni ritenute sulla carta impossibili. Come avvenne in occasione proprio della Mille Miglia del 50, quando la Sport Berlinetta 750 di Leonardi (e Agostino Prosperi) si classificò addirittura  ventiquattresima assoluta, nettamente prima della categoria Sport fino a 1000 cm3, subito dietro le più potenti pluricilindriche di oltre 2 litri, quali le Ferrari 195 S e le Alfa Romeo 6C SS. L.C.