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Mafia Capitale (2012-2014)Le vie della corruzione

 

Che la manutenzione stradale fosse finita in mani sbagliate era sotto gli occhi (e le ruote) di tutti i romani. Che dietro ci fosse un giro di mazzette elargite per evitare le verifiche sulla corretta esecuzione dei lavori lo avevano scoperto, alla fine del 2015, la procura e carabinieri. Ora, l’Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, mette nero su bianco il modus operandi del Campidoglio, un andazzo che agevola “il radicarsi di prassi corruttive”. È la conclusione cui è arrivata l’indagine condotta dall’Anac sulla gestione del Comune di Roma dal 2012 al 2014. Nel documento, depositato il 10 marzo, si parla di “ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, in difformità e in elusione alla normativa di settore, con conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi”. La questione non riguarda solo la manutenzione stradale, ma quasi ogni ambito della pubblica amministrazione: dai servizi per i disabili agli ospizi, dagli affitti delle abitazioni alla macellazione della carne, fino alla tutela del verde pubblico e la gestione dei canili.

"Procedure negoziate". Sotto osservazione, in particolare, l’uso definito “improprio” della “procedura negoziata”, quel metodo di affidamento in base al quale si consulta un numero limitato d’imprese con le quali “si negozia” l’appalto. Il contrario di una gara pubblica, insomma, cui tutti possono partecipare. L’indagine ispettiva dell’Anac ha messo in evidenza “carenza o difetto di motivazione dei presupposti” per ricorrere a questo tipo di procedura. Non solo, il dossier contesta anche la scelta “non trasparente” dell’affidatario oltre al “carente controllo” della prestazione resa. Un quadro da cui “è derivata una gestione non conforme ai principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione (…) con ricadute negative in termini di incremento di costi, soprattutto per aver sottratto alle regole di competitività del mercato una cospicua quota di appalti, affidati per la maggior parte senza gara”. L’Anac, in pratica, ha confermato i rilievi che aveva già fatto a ottobre 2015 e da cui Roma Capitale aveva cercato, senza successo, di difendersi. Ora il rapporto è stato spedito anche alla procura di Roma e alla procura generale della Corte dei conti “per eventuali iniziative di competenza”.

Appalti domani. Tutto questo mentre ieri, dopo mesi di attesa, sono ufficialmente partiti gli appalti per la manutenzione stradale ordinaria nel XV Municipio. “Un ritardo”, spiega il Campidoglio, “dovuto all’applicazione, effettuata per la prima volta, delle nuove norme in materia di trasparenza, introdotte dopo la vicenda di Mafia Capitale”, e contenute in una memoria che era stata varata dalla giunta Marino e redatta dall’assessore alla Legalità e trasparenza, Alfonso Sabella. Un pacchetto di misure che, al contrario di quanto accaduto fin ora, dovrebbero assicurare maggiore correttezza nell’assegnazione dei lavori oltre alla verifica della legittimità delle ditte vincitrici, proprio per scongiurare la corruzione e le irregolarità. M.B.