Sei in: Home > News > Roma > Operazione “Car2go” - VIDEO

Pezzi di ricambio anche onlineOperazione “Car2go” - VIDEO

 

Smart fortwo, Toyota Aygo, Citroën C1: erano queste le auto preferite dalla banda di ladri sgominata dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma. “Un’organizzazione ben strutturata”, la definiscono i militari di via in Selci, specializzata in furti di citycar che, però, non disdegnava neanche le grandi berline, probabilmente sottratte su commissione. L’indagine, denominata “Car2go”, ha portato all’arresto di 18 persone, tra cui un carabiniere in servizio alla stazione di Casal Palocco. Al militare, trasferito in altra sede e sospeso precauzionalmente dall’impiego, sono contestati i reati di corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio. Secondo gli investigatori, in cambio di soldi e droga informava uno degli appartenenti all’organizzazione dello spostamento delle pattuglie sul territorio.

Parcheggi a rischio. L’organizzazione agiva prediligendo specifiche zone come l’area di piazzale Clodio e alcuni quartieri a ovest della Capitale, (Axa, Casal Palocco, Dragona, Acilia, Casal Bernocchi, Vitinia e Ostia), oltre ai parcheggi della fermata della metropolitana B Eur-Magliana e della ferrovia Roma-Lido. Tutto ha preso avvio dall’arresto di un pregiudicato, oggi considerato il capo della banda, accusato del furto di una Smart del parco veicoli della società di car sharing “Car2go” (da qui il nome dell’indagine). Le indagini, sviluppatesi tra settembre e febbraio, hanno consentito di scoperchiare una vera e propria filiera illecita tra le province di Roma e Napoli: da una parte c’era chi rubava le vetture e le smontava, dall’altra chi si occupava di riciclarne i pezzi di ricambio, anche attraverso proposte online.

Tariffario. Le indagini hanno individuato anche una fitta rete di professionisti e commercianti interessati all’acquisto dei pezzi smontati; alla merce veniva applicato un vero e proprio “tariffario che subiva notevoli oscillazioni”, hanno spiegato i carabinieri, “in relazione alla tipologia e alla quantità acquistata da ricettatori e riciclatori”. Tra i pezzi che andavano per la maggiore c’erano componenti delle Smart, come gli attuatori della frizione, venduti al prezzo medio di 50-60 euro (a dispetto di un valore approssimativo di 700 euro), volanti, mascherine anteriori dotate di luce diurne a led, estrattori per paraurti posteriori, soprattutto delle versioni Brabus. La maggioranza degli acquirenti sono risultati titolari o impiegati in officine meccaniche ed elettrauto. Ingente la refurtiva recuperata nel capannone–magazzino di Villaricca, in provincia di Napoli. Come si vede nel video girato dai militari durante il sopralluogo, per neutralizzare gli antifurto la banda utilizzava disturbatori di frequenze più o meno potenti (i cosiddetti jammer): inibiscono i localizzatori Gps impedendo, quindi, che le auto potessero essere rintracciate dai proprietari. M.B.