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Funivie cittadineDue "linee aeree" e una su binario

 

È appesa a un filo, o meglio, a un cavo la città del futuro, così come l’ha immaginata l’assessore alla Mobilità, Linda Meleo: tra i pochi punti fermi del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), che il Campidoglio sta redigendo, adesso compaiono ben tre funivie urbane. Non solo il collegamento Casalotti-Battistini di cui, a metà maggio, è stato presentato uno studio di fattibilità, ma anche la “linea aerea” Magliana-piazza Civiltà del Lavoro e quella (condizionata alla rotaia, però) Jonio-Bufalotta. Nel caso della Magliana, se ne parla da anni; sul progetto c’era più che l’interesse della giunta Veltroni, tanto che quella targata Marino la stava per sbloccare. Gli esempi di città dotate di piloni e di cabinovie non mancano; la discussione cresce, la domanda è sempre quella: le funivie sono davvero una priorità? O bisognerebbe rendere efficienti le infrastrutture già esistenti?

Altre opere. Nel pacchetto di opere minime che dovranno essere messe in cantiere, la Meleo cita anche l’adeguamento delle metropolitane A e B, il prolungamento della B da Rebibbia a Casal Monastero, della C da Lodi a Colosseo (già in corso di realizzazione), l’ammodernamento della ferrovia Roma-Giardinetti, la creazione di un collegamento tra le metro A e C a Tor Vergata oltre alla posa di nuovi binari: dal tram che passerà su via dei Fori imperiali, per arrivare in piazza Vittorio a quello che collegherà stazione Tiburtina a piazzale del Verano, fino alla linea Auditorium-piazza Risorgimento. C’è anche una nuova linea di filobus che collegherà Ponte Mammolo-Fidene-Sant’Andrea e il futuro “green” della linea 90 Express. Ma questi, che dovrebbero essere i “punti fermi” del futuro Pums, suonano più come “punti incerti” se è vero che, a parte gli annunci, per ora non si sa né in che ordine saranno realizzati, quando e con quali risorse. L’unica indicazione di massima data dall’assessore è che “l’obiettivo strategico dell’amministrazione è recuperare nel breve-medio periodo il gap infrastrutturale storico” accumulato negli ultimi anni dalla città. T.P.