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Takata-gateAirbag difettosi, nuovi richiami negli Usa

 

Arriva una nuova pioggia di richiami negli Stati Uniti per la vicenda degli airbag difettosi prodotti dalla Takata. Oggi, a distanza di poche ore l'uno dall'altro, i grandi Costruttori tedeschi hanno ufficializzato il varo di quattro nuove campagne, che riguardano complessivamente quasi 2,5 milioni di vetture.

Mercedes-Benz. La prima a diffondere i dettagli del provvedimento è stata la Daimler, che si prepara a riportare in officina circa 840.000 veicoli (705.000 auto e 136.000 mezzi commerciali). La misura precauzionale, che avrà un costo stimato di circa 340 milioni di euro, non graverà sul bilancio del 2016 ma verrà conteggiata nell'anno fiscale precedente. Di conseguenza, il premio di produzione per i dipendenti e il dividendo agli azionisti (3,25 euro) rimarranno invariati.

Volkswagen. Nella mattinata, la Reuters ha completato il quadro con un lancio d'agenzia riguardante una campagna Volkswagen che riguarderà 680.000 veicoli. Il provvedimento annunciato da Wolfsburg riguarda vetture dei model year compresi tra il 2006 e il 2014, ma la Casa non ha offerto stime ufficiali sui costi.

BMW. Notizie più recenti sono quelle che riguardano la BMW: un portavoce della Casa bavarese ha riferito, sempre alla Reuters, dei colloqui in corso tra il Costruttore e l'Nhtsa sui dettagli delle contromisure. E in effetti, sul sito BMWBlog viene citato un documento della filiale Usa in cui si parla già di una campagna volontaria preventiva che riguarderebbe 840.000 auto prodotte tra il 2006 e il 2015 e non interessate dai precedenti maxi-richiami Usa per i dispositivi d'azionamento difettosi.

Audi. Proprio negli ultimi minuti è arrivata anche la voce ufficiale dell'Audi, che ha reso noti a sua volta i dettagli della campagna, riguardante come in tutti gli altri casi gli airbag lato guida: le vetture oggetto di richiamo per i quattro anelli sono in totale 170.000, prodotte tra il 2005 e il 2014.

Fabio Sciarra