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Cinture di sicurezzaUn italiano su cinque non le usa

 

Le cinture di sicurezza? Nel 2016 c'è ancora chi ne fa a meno, almeno in Italia. Stando a un'indagine della Fondazione Ania per la sicurezza stradale, un quinto degli automobilisti nostrani rinuncia a utilizzare regolarmente il dispositivo, soprattutto in città. E la situazione peggiora sui sedili posteriori, dove la percentuale di chi sfida la sorte - e le sanzioni - supera il 50%.

Numeri allarmanti. Il sondaggio, realizzato con l'Ipsos su un campione rappresentativo della popolazione, descrive una situazione molto seria. Il 20% degli intervistati dichiara di "non allacciare abitualmente le cinture", ma l'infrazione diventa addirittura "sistematica nei tragitti brevi e nelle aree urbane" dove il dispositivo è considerato "poco utile". Risposte sconcertanti, visto che la maggioranza degli incidenti si verifica proprio in città. Lo dicono i dati Istat, ricordati da Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania: nel solo 2014, il 75% dei sinistri italiani si è verificato in aree densamente popolate, causando il 44,5% dei morti e il 71,8% dei feriti totali. Tradotto: 1.505 vittime e 180mila feriti in un solo anno. Nonostante i numeri, la percentuale di chi non usa le cinture sale al 52% nel caso dei sedili posteriori, con punte del 60% nelle aree del centro Italia e a Roma in particolare. E ancora: il 28% degli intervistati dichiara di allacciare il dispositivo in corsa, mentre una persona su tre, se potesse, disattiverebbe il segnale acustico.

Guai per portafoglio (e la patente). Oltre a rappresentare un grave rischio per la sicurezza, il mancato uso delle cinture può essere anche un danno economico. L'obbligo è entrato in vigore nel 1988, è stato esteso a tutte le categorie di veicoli a partire dal 2006 e l'art. 172 del Cds fa poche eccezioni, ad esempio per le forze di polizia. Chi non mette le cinture rischia un'ammenda da 70 a 285 euro (il conducente risponde per eventuali minori) e se la violazione si ripete per almeno due volte in due anni è prevista anche la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi. Conseguenze importanti: eppure, per l'Ania un italiano su tre non conosce gli importi delle multe, mentre il 70% ignora l'esistenza della sanzione accessoria.

Redazione online