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Omicidio stradaleL’Asaps ammessa a Padova come parte civile

 

Il Tribunale di Padova, trattando il primo caso di omicidio stradale commesso nell’ambito della sua giurisdizione, ha ammesso l’Asaps (l’Associazione sostenitori amici della polizia stradale) a partecipare al processo nelle vesti di parte civile, con il diritto a chiedere un risarcimento per il danno subito. L’incidente al quale si riferisce il procedimento si è verificato il 25 giugno nella zona di Abano Terme: una maestra elementare di 59 anni, mentre era diretta al matrimonio di un’amica, era stata travolta da una vettura condotta da una donna che, oltrepassando la doppia linea continua, aveva sbandato, andando a invadere la corsia opposta e schiantandosi contro l’auto della vittima. La guidatrice, sottoposta dopo l’incidente al test alcolemico, era risultata positiva, con un tasso di 2,1 g/l, oltre quattro volte quello massimo consentito. Non solo: gli inquirenti hanno anche accertato che la donna, mentre era al volante, stava giocando con un’applicazione del proprio smartphone. Un cocktail micidiale di alcol e distrazione è dunque all’origine dell’incidente; la guidatrice è stata trattenuta agli arresti domiciliari, sulla base della legge relativa all’omicidio stradale, fino al processo in corso.

L’impegno. Nel corso del procedimento, l’Asaps, rappresentata dall’avvocato Augusto Baldassarri di Forlì, ha ripercorso l’impegno profuso dall’associazione fin dal 2003 per l’introduzione del reato di omicidio stradale, anche attraverso la raccolta di firme e l’acquisizione di un dominio internet, poi ceduto gratuitamente all’associazione vittime della strada Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni. Alla luce di tutto questo, l’Asaps ha ottenuto l’ammissione al processo come parte civile e richiesto un risarcimento, la cui entità sarà stabilita dal giudice: l’associazione destinerà l’intero importo a nuove campagne in favore della sicurezza stradale. E.D.