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Airbag TakataMaxi richiamo per Volkswagen in Cina

 

Gli airbag difettosi di Takata continuano a produrre effetti negativi sull’industria automobilistica globale. Oggi tocca a Volkswagen e alle sue joint venture produttive cinesi con Faw e Saic pagare il conto dello scandalo con il richiamo di 4,86 milioni di veicoli commercializzati in Cina.

Ordine imposto dall'alto. A imporre la riparazione dei veicoli dotati degli airbag difettosi è stata la General administration of quality supervision, inspection and quarantine (Aqsiq), l’autorità cinese responsabile del controllo sulla qualità di qualsiasi bene prodotto nel Paese. Nello specifico VW China dovrà richiamare 103.573 veicoli e le due alleanze Faw-Volkswagen e Saic Volkswagen, rispettivamente, 2,35 milioni e 2,4 milioni. La campagna dovrebbe iniziare nel mese di marzo dell’anno prossimo e durare per l’intero anno.  

Continui richiami in Cina. La crisi degli airbag giapponesi, culminata con la richiesta di bancarotta per Takata e la relativa cessione all’americana Key Safety Systems, sta generando un impatto profondo nel Paese asiatico. Il richiamo imposto a Volkswagen segue infatti analoghi ordini inviati nei mesi scorsi a General Motors e Mercedes-Benz. Del resto i numeri parlano chiaro. L’autorità cinese per la qualità ritiene siano in circolazione nel Paese asiatico oltre 20 milioni di veicoli dotati dei dispositivi difettosi di Takata. Alla data del 30 giugno, 24 dei 37 produttori di veicoli interessati dal problema hanno richiamato 10,59 milioni di veicoli. Da luglio in poi altri cinque costruttori hanno avviato campagne di sostituzione del dispositivo di sicurezza per ulteriori 1,26 milioni di unità.