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Campionato Italiano TurismoSul podio di Imola con la Peugeot 308 RC

 

Dalla mia posizione in griglia, la quindicesima, la fila davanti sembra lunga. Con la Volkswagen Golf GTI Tcr di Massimiliano Gagliano che chiude lo schieramento. Però, nell'abitacolo della Peugeot 308 Racing Cup, stretto dalle cinture di sicurezza, confido molto nel launch control, come mi ha detto il team manager Massimo Arduini, con cui divido la vettura numero 103. Il resto lo ha fatto il suo team nel weekend, facendomi analizzare i giri con la telemetria, e avendomi seguito passo passo via radio. Due elementi risultati poi fondamentali.

Partenza a razzo. Il meccanico Giampaolo mi ha ricordato: "Appena finito il giro di schieramento, quando sei tornato al tuo posto in griglia, inserisci il launch col tasto sulla console. Sempre in prima, dopo qualche secondo, dai tutto gas e poi, al via, rilascia la frizione: parzializzala un po', sulle prime". Ripenso a tutto questo mentre mancano pochi secondi alla partenza. I semafori rossi si spengono, e si scatena il delirio. Il "launch", come promesso, fa un lavoro egregio: la 308 RC schizza via come un proiettile e mi sembra di essere quasi un pilota vero, perché salto tre macchine, inclusa, in staccata un'Audi RS3, che mi costringe a mettere due ruote sull'erba (tanto avevo deciso di passare). Già al Tamburello succede di tutto, con fumate e l'uscita di pista dell'Alfa Romeo Giulietta di Giuliano Altoè. Al giro successivo, inevitabile, entra la safety car. Ci incolonniamo, continuo a scaldare le gomme, come mi viene giustamente ricordato in cuffia da Giampaolo. È bello sapere che non sei solo in gara: hai informazioni in tempo reale, sai quello che succede quando non puoi vedere. Dà sicurezza e ti porta a dare il meglio.

2017-Peugeot-308-Racing-Cup-1

Stress da ripartenza. Non è bello interrompere il ritmo gara: penso ai piloti di F.1 in un G.P. "tormentato": hanno tutta la mia solidarietà. Può distrarti eccome. E poi, come ripartirò? Come prima o farò qualche cavolata? Tutto da vedere. Alla ripresa delle ostilità, al quarto giro, ho la RS3 di Mugelli attaccata in coda, e davanti una Giulietta. Esco bene dalla Rivazza 2, sono in scia. A 230 orari, a pochi centimetri dal fascione di chi mi sta davanti, non ho tempo, né voglia, di pensare. Devo frenare tardi e non toccare nessuno. E chiudere gli spazi dietro, dove pressano l'Audi e la Golf. Insomma, tanta roba. Ok al Tamburello, ma le due tedesche sono lì, a un soffio. E alle Acque Minerali, nella discesa, sbaglio, vado largo e finisco nella ghiaia. Potrebbe essere game over, invece qualcuno lassù mi tiene una mano sullo sterzo e quattro sulle gomme: recupero l'erba e poi l'asfalto. Caccio un urlo. E la gara riparte. Giù tutto! Qui non si scherza: si gira sui 150 di media.

Potente e agile. La 308 RC si comporta egregiamente. Potente in frenata (San Brembo), sicura e agile nel transitorio del Tamburello, con buona coppia in seconda all'uscita della Tosa. Stabile nei curvoni. Insomma, veloce e divertente. Certo, bisogna tenere a bada la temperatura delle gomme anteriori, che tende a salire. Comunque il ritmo è buono, sempre sul piede dell'1'57 medio-alto, con minimo scarto tra un giro e l'altro. Meglio che nelle qualifiche. Tanto che, a un certo punto, mi sto lentamente avvicinando a Raimondo Ricci, che guida la 308 RC numero 104. Giampaolo me lo dice via radio, me ne accorgo, ma sono al limite. Le traiettorie cominciano a essere meno pulite e i rischi di uscire salgono. Decido, dopo qualche errorino, di alzare il piede, senza sbracare, però. Meglio non rilassarsi troppo. In fondo, sono dodicesimo all'undicesima tornata della gara di 25 minuti più un giro. Vedo arrivare negli specchi come un treno l'amico Nicola Baldan, con la Seat Leon. Non accenno neppure una timida resistenza. Gli lascio spazio alla Tosa, viaggia tre-quattro secondi più rapido di me. Dalle cuffie arriva più di un invito a non far calare la concentrazione, visto che manca poco alla fine. Non sono ammessi errori. Taglio il traguardo in tredicesima posizione, con due auto dietro e altrettante ritirate. Secondo nella classe Tct. Sono molto contento, soprattutto del ritmo gara che sono riuscito a tenere, grazie anche a una 308 molto stabile e precisa, ben frenata e divertente, che mi ha assecondato al meglio. Gli applausi dei commissari di percorso - tra i più appassionati di questo sport - e i complimenti del team sono per me la ricompensa più bella. Non posso non pensare, in questo momento, a quando venivo qui da ragazzino a vedere i piloti di Formula 1, negli anni d'oro. Ne sono passati di anni, ma la passione, se possibile, è aumentata.