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PendolariAbbonamenti più cari per un algoritmo "difettoso"

 

Un algoritmo che sbilancia, verso l’alto, i prezzi degli abbonamenti dei treni: da dieci anni circa. A farne le spese sono i pendolari, che hanno sborsato fino al 30% in più. Adesso, il rimpallo di responsabilità è fra Trenitalia e le Regioni, che dovranno porre fine a questa situazione.
Da anni l’associazione Assoutenti denuncia che qualcosa non torna nella formazione delle tariffe degli abbonamenti ferroviari sovraregionali: “C'è un singolare sistema di calcolo che, anziché rendere le tariffe allineate, le disallinea; il risultato è che così si paga più del dovuto", spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi.

Trenitalia riconosce l'errore. Il problema che sta alla base della distorsione tariffaria scoperta dall'associazione è nel meccanismo di calcolo. "Nel maggio 2015, di fronte agli ennesimi aumenti paventati, i nostri comitati di viaggiatori scoprono che la tariffa sovraregionale è superiore alla somma delle singole tariffe regionali per le tratte coinvolte", continua Truzzi. Da allora, la questione si è trascinata sino a pochi giorni fa; il punto di svolta è l’accordo stretto fra associazione e Trenitalia, che ufficializza il danno subito dai viaggiatori.

Rimpallo di responsabilità. Tutto a posto, quindi? Nemmeno per sogno: “La determinazione delle tariffe nel trasporto regionale è competenza esclusiva delle Regioni e delle Province autonome”, dice Trenitalia, che continua: “L’algoritmo di cui si parla è quello definito e approvato in sede di Commissione trasporti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel luglio del 2007”. Insomma, Trenitalia ha deciso di sottoporre il problema a quell’organismo chiarendo, però, che dovrà essere garantita la copertura economica del servizio. I pendolari aspettano, ma Assoutenti ha già detto che, da aprile, attende il riallineamento tariffario; se non ci sarà, una class action è già pronta.

Michela Giachetta