Sei in: Home > News > Viabilità > Disagi fra Lombardia ed Emilia per la chiusura

Ponte sul PoDisagi fra Lombardia ed Emilia per la chiusura

 

In undici giorni si è passati dal senso alternato precauzionale alla chiusura sine die e al caos. Va così sulle sponde del Po, dove Lombardia ed Emilia Romagna sembrano allontanarsi dopo che il ponte che collega due regioni fra Casalmaggiore (Cremona) e Colorno (Parma) è stato chiuso definitivamente per pesanti lesioni alle campate e alle travi portanti.

Tre ponti, un problema. I viaggiatori sono stati dirottati su altri due ponti, che però non se la passano meglio e, come il ponte ora chiuso, sono vecchi di 40-60 anni. Aziende, logistica, pendolari: per loro - circa 20 mila mezzi al giorno - due percorsi alternativi. O 20 minuti (e 15 km) in più per raggiungere più a sud Viadana (Mantova) o Boretto (Reggio Emilia) e passare li il grande fiume, su un ponte che però è, a sua volta, coinvolto da lavori di restauro che dureranno sei mesi; oppure, una trentina di chilometri a nord per “guadare” a San Daniele Po, incolonnandosi però su un ponte, il “Verdi”, che è già da tempo a senso alternato e sotto osservazione per ammaloramenti e così resterà almeno fino al termine del 2017.

Un'ora di strada in più. Con il traffico quotidiano il “tour” significa anche un’ora al giorno in più per chi va e viene su questa direttrice. La soluzione? Lontana e aggrappata a un robusto quanto necessario restyling - ancora tutto da progettare - che dovrebbe portare la firma di entrambe le sponde e le istituzioni coinvolte. La Provincia emiliana di Parma ha a bilancio solo 100 mila euro da destinare al ponte, eppure servirebbero almeno 600 mila euro solo per un primo intervento. La Regione Lombardia ha fatto sapere, per voce dell’assessore all’Agricoltura, Gianni Fava, che è anche delegato per la Lombardia al patto di Sviluppo, che i soldi ci sarebbero - sono 3 milioni e mezzo - ma che l’Emilia Romagna in toto dovrà fare la sua parte.

Soluzione lontana. Rimpalli di competenze mentre i viaggiatori allungano il viaggio e il disagio. La criticità del ponte sul Po è stata scoperta in un controllo di routine - effettuato dopo la segnalazione di un agricoltore - ma è risultata molto più grave di quanto ipotizzato in un primo momento quando, a fine agosto, la circolazione sul ponte era stata prevista a senso alternato, ritenendo sufficiente la misura. Un sovraccarico improvviso e il ponte sarebbe andato giù. Mentre proseguono i sopralluoghi, i sindaci della zona lavorano di fantasia e di ingegno: a Colorno, il Comune sta valutando di ripristinare un traghetto tre volte al giorno fino a Sacca, mentre sull’altra sponda, a Casalmaggiore, c’è chi pensa di tornare a creare un ponte di barche solo per le auto.