Tecnica
EMISSIONI ZERO E I CAMBI AUTOMATICI
La copertina del fascicolo "Emissioni Zero" allegato al numero di maggio di "Quattroruote".
La discussione in merito al numero di marce, che si è sviluppata a margine delle impressioni di guida della Jeep Grand Cherokee pubblicate su "quattroruote.it", è interessante e d'attualità. Infatti, ne parliamo più diffusamente anche all'interno di "Emissioni Zero", l'allegato gratuito di 72 pagine che trovate insieme al numero di "Quattroruote" di maggio, in edicola in questi giorni. Il fascicolo è interamente dedicato alle vetture ecologiche, dalle auto a gas a quelle elettriche, dalle diesel alle fuel cell, con articoli di approfondimento tecnico e prove su strada. Intanto, qui di seguito, l'ingegner Emilio Brambilla, responsabile della Redazione tecnica di "Quattroruote", spiega le ragioni che hanno spinto i Costruttori a sviluppare trasmissioni con sette, otto (e, in futuro, anche nove) marce. Un piccolo assaggio di quello che potrete leggere su "Emissioni Zero".
Qualche anno fa sarebbe stato impensabile parlare dei cambi automatici come strumenti utili per ridurre i consumi e le emissioni inquinanti. Oggi è così per merito della gestione elettronica e del crescente numero di marce. Avere più marce significa far lavorare il motore in condizioni di massima efficienza. Un grande lavoro viene fatto dai produttori per ridurre le parti in movimento nel cambio (per esempio, nello ZF otto marce non aumentano rispetto al precedente sei marce) e per ridurre gli assorbimenti di potenza legati all'innesto dei rapporti.
Downsizing. Avere tante marce è utile soprattutto nel caso di downsizing dei motori (un approccio che è solo agli inizi negli Usa): se si dispone di un V8 di 6.0 litri anche due o tre marce bastano, ma se si deve muovere l'auto con un piccolo quattro cilindri turbo la storia cambia. È utile avere una prima marcia molto corta, per lo spunto in salita nei primi istanti (quando il turbo non si esprime ancora al meglio), e una sesta, settima o ottava marcia lunghissime, per consumare meno in autostrada. Anche qui, la velocità con la quale si viaggia in autostrada è rilevante ai fini delle scelte tecniche: negli Usa il limite può spesso essere di sole 55-65 miglia /h (90-105 km/h) e allora cinque marce possono bastare, tanto il motore gira comunque a regimi bassi a queste andature. In Europa, in particolare in Germania, è invece meglio avere sei marce almeno per consumare meno anche a velocità autostradali ben più elevate di quelle americane.
Emilio Brambilla

Non esisterà MAI l'auto ad emissioni 0. Anche un auto elettrica ha emissioni. Delocalizzate alla centrale di produzione e non nelle città, ok, ma le ha. Avete mai pensato che picco avrebbe la richiesta di energia elettrica con tutte le auto che circolano da "rifornire"??? E come fare a sopperire? Bruciando carbone e petrolio. Ma io ho la macchina elettrica e non inquino... Poveri illusi!!!
E' vero il ragionamento della delocalizzazione della fonte di inquinamento, ma è molto più facile ed efficiente anche dal punto di vista ecologico avere una sola grossa centrale elettrica con un sistema industriale di trattamento dei fumi piuttosto che milioni di piccoli motori che girano nelle condizioni più disparate per strada
come vincitore della discussione su cambi automatici relativ a GC!!!ahaaahah..insieme ad eqcontes!quello che noto è che cmq le auto ibride consumano quasi come i migliori diesel..dunque la vedo dura per l'elettrico nei prox 5-10 anni..condivido quasi i pochi investimenti di fiat in termini di presentaz. di auto ibride..meglio investire di piu quando la tecnologia elettrica sarà più perseguibile..