Mercato europeo
Soffre anche la Germania
Dalla Germania rimbalzano notizie preoccupanti sull'andamento del primo mercato europeo: a conferma dei segni di cedimento già emersi negli ultimi mesi del 2012, nelle prime settimane dell'anno le vendite denunciano un'evidente flessione - tanto che gennaio potrebbe per la prima volta chiudersi con una perdita a due cifre: oltre il 10% insomma - in piena sintonia con l'andazzo che regna sui mercato del sud Europa. Che, per parte loro, si confermano agonizzanti: le stime al momento parlano di un probabile –10% in Francia, -15 in Spagna, mentre per quel che riguarda l'Italia ci risulta che al momento le consegne viaggino addirittura al 30% in meno rispetto a quelle del gennaio 2012 (che, con 137mila vetture, era già stato il più basso da vent'anni a questa parte).
Forti sconti. Un calo generalizzato insomma, che non fa sconti a nessuno. Neppure alla nuova Volkswagen Golf che, pur confermandosi la più venduta del Continente, sul mercato di casa non sembra proprio partita a passo di carica: meno di 17mila vetture consegnate fra novembre e dicembre, contro le 20.400 del 2011. Vero è che la gamma della Golf 7 è ancora limitata: verso fine mese debutta la 4Motion, ma sono ancora molte le motorizzazioni che mancano all'appello. Per contro, sulle vetture in rete vengono segnalati sconti pesanti, fin quasi al 20%, peraltro in linea con una prassi molto in voga sul mercato tedesco, che in materia è il più generoso di tutti.
Tre turni al sabato. Per contro, proprio ieri la Volkswagen ha annunciato che nella fabbrica di Wolfsburg sono stati aggiunti tre turni di produzione al sabato, per incrementare la produzione della Golf 7 di 2mila unità la settimana. E smaltire così gli ordini sin qui acquisiti che, secondo quanto comunicato dal costruttore nei giorni scorsi, hanno già superato le 100 mila unità.
Redazione online

I privati non stanno più comprando nulla. Si tira avanti con quello che si ha con buona pace di costruttori che si alleano fra di loro per contenere i costi mentre i prezzi finali delle auto son in crescita. Qui tra disoccupazione, cassaintegrazione, precariato... forse solo i pensionati si possono permettere l'auto nuova.
I tedeschi per ora dormono tranquili, l'importante è produrre e vendere (agli altri). Se poi in casa il mercato flette leggermente non è un problema, non si può salire all'infinito altrimenti si arriverebbe al paradosso di considerare normale cambiare un'auto al giorno.
Quoto su tutto. Alla Fiat è andata malissimo perchè il mercato interno italiano era una fetta consistente. Riguardo al cambiare un'auto al giorno, eravamo arrivati alla soglia di stufarsi dell'auto ogni 4-5 anni: conosco gente che ha fatto la bella vita quando c'erano le vacche grasse e ora non riescono a mantenere una utilitaria. Le auto che vanno bene, per me, durano 15 anni, non 4-5.
Quoto Gabriele C. La passione per l'auto va bene... ma impiccarsi economicamente, se non si è ricchi, per comprare l'auto sognata è da folli. E, poi, per che cosa... per l'immagine? Inoltre c'è il rischio, non remoto, di diventare ottimi amici della GdF e del fisco...
Ettore Longhi: ma appunto, hai proprio ragione! Perchè non si parla per esempio del fiasco serie 3 in Germania? Dietro a classe C e con nessuna crescita rispetto all'anno scorso nonostante il modello rinnovato!!!
La situazione è seria, ma ho l'impressione che gli esperti di marketing non si siano resi conto in tempo della crisi. Le ultime novità, promettono ai clienti di essere sempre più "collegati", come se il fine dei clienti non fosse spostarsi con l'auto, ma collegarsi in rete. Intanto aggiungo alla lista dei fiaschi non solo la serie 3 ma anche la classe A, se ne vedono davvero poche in giro.
Ieri guardavo per strada quante auto di 10 o più anni ci sono in giro; qualcuno se ne è accorto? Intanto basta aspettare qualche auto in pronta consegna (come ho fatto io), per avere uno sconto davvero del 20% o più; chiaro, magari rinunciando a qualche accessorio che si avrebbe voluto, ma le 4 ruote sono quelle che contano;-) (P.S.: comunque quella che ho preso io ne aveva molti, di accessori)