Mercato italiano
Il peggior febbraio dal 1979

Pubblicata il 01/03/2013 | tag: mercato italiano, immatricolazioni


Il mese di febbraio si è chiuso nuovamente in rosso per il mercato italiano dell'auto. Le immatricolazioni registrate ammontano, infatti, a 108.419, con un calo del 17,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, peraltro a sua volta già caratterizzato da una pesante contrazione (-18,6%). Si tratta della diciannovesima flessione a doppia cifra da gennaio 2011 e la quindicesima consecutiva, oltre a rappresentare il peggior febbraio dal 1979. Il primo bimestre del 2013, si chiude quindi, con una perdita complessiva del 17,3%, pari a 222.406 vetture consegnate, con cali che rappresentano circa il doppio della media europea.

Fase politica incerta. L'Unrae, l'associazione che rappresenta i Costruttori esteri presenti sul nostro territorio, sottolinea la drammaticità della situazione a cui si aggiunge una situazione politica incerta che non lascia ben sperare in una rapida risalita del settore. "Con una fase della politica ancora tutta da inquadrare - ha dichiarato Jacques Bousquet, presidente dell'Unrae - il mondo dell'auto guarda a Ginevra per stimolare, attraverso il rinnovamento dei modelli e le offerte sempre più competitive, l'interesse dei consumatori, ma in Italia restano i problemi dell'eccessiva pressione fiscale su famiglie e imprese, e sull'auto in particolare, con il rallentamento di tutti i consumi. Ci auguriamo che il prossimo esecutivo possa mettere l'auto tra le proprie priorità".

I dati di vendita suddivisi per Gruppi automobilistici

I dati di vendita suddivisi per Marche

La top ten delle vetture più vendute nel mese di febbraio 2013

I dati della struttura del mercato auto nel mese di febbraio 2013

Volano le ecologiche. L'andamento delle vendite rispecchia in qualche modo la situazione sociale ed economica del Paese, ed è condizionato anche dal costo eccessivo dei carburanti. Le alimentazioni tradizionali stanno perdendo terreno a favore di quelle ecologiche. Risultano in consistente calo, infatti, le vetture alimentate a gasolio e benzina (rispettivamente -25,7% e -19,5%), al contrario di quelle a Gpl (+39,7) e metano (+15,36%). Sono in crescita anche le vetture ibride (+213%) seppur ancora con volumi esigui (895 unità). Fra i vari segmenti, infine, il migliore - anche se in perdita dell'8,3% - è ancora una volta quello delle citycar (21.456 consegne), favorito ovviamente dal minor prezzo medio delle vetture.

Privati, aziende e noleggio. I privati rappresentano ancora la maggioranza degli acquirenti con il 64,7% del totale (in flessione del 15,8 rispetto a febbraio 2012), mentre nel settore business, le società perdono il 16,6% ed il noleggio fa peggio del mercato complessivo, segnando una flessione del 23%. Queste ultime, però, potrebbero essere state condizionate dall'attesa degli incentivi per le vetture a basso impatto ambientale.

Tiene l'usato. Di questa situazione poco confortante trae vantaggio l'usato. I trasferimenti di proprietà fanno segnano una sostanziale tenuta (+1,1%) con 343.403 vetture (al lordo delle minivolture), che portano il periodo gennaio-febbraio a 713.544 unità, in crescita del 3,6%.

Roberto Barone


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87 commenti



  1. Avatar utente
    Sigarino Little bastard | Geometra | Prato | 37 anni
    4 marzo 2013 alle 09:30

    W il nostro paese, grandi, bravi, eccellenti, superlativi, professionali...... W l'Italia!!! (...sono sarcastico, si er capito?!....)

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    Stefano Simonetti | Roma
    4 marzo 2013 alle 11:56

    Siamo stati noi presi dalla foga di comprare auto dai prezzi gonfiati per pagare le pubblicità fatte dai VIP strapagati ora per magia si trovano auto con sconti del 25% dal listino. Oggi finalmente l'auto non rappresenta più uno status symbol..... Saluti

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    Carlo Andreatta | Impiegato | Gargnano | 40 anni
    4 marzo 2013 alle 18:01

    Eh già...

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    Giancarlo Pizzolotto | Selvazzano dentro
    4 marzo 2013 alle 16:20

    mi sembra molto interessante il fatto che il diesel perda di più del benzina. secondo con l'euro 5 e quella nefandezza dei filtri autointasanti riusciranno a decretarne la morte che neanche il fu superbollo riuscì a raggiungere.

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    Giuseppe Giacomel | Noventa di piave
    5 marzo 2013 alle 09:12

    sono d'accordo.

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    Marco Ancillotti | Campi bisenzio
    5 marzo 2013 alle 10:26

    Diciamo che i moderni piccoli benzina /gas (un po' meno i turbo) consumano davvero poco rendendo poco conveniente il gasolio,che oggi costa poco meno della verde.Sulle alte cilindrate il diesel resta la soluzione migliore,per ora,vedremo in futuro.Verissimo che l'auto è sempre meno status symbol,quando finirà la crisi penso che si preferiranno ugualmente i modelli low cost,alla faccia delle mode!

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    Francesco J | Bologna
    4 marzo 2013 alle 17:04

    Secondo me c'è un'altro aspetto da considerare, siamo stanchi di farci tartassare da fisco, carburanti, ecc. e anche chi potrebbe permettersi l'auto nuova senza problemi rinvia l'acquisto. Es. banale la mia riunione mensile con colleghi di lavoro. Tempo fa usavamo l'auto più comoda del lotto (MB classe s) ora la più economa. Non per risparmiare 20 euro in quattro ma perchè non se ne può più.

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    Marco Bastianini |
    5 marzo 2013 alle 20:48

    Mi piace questo: ...ha dichiarato Jacques Bousquet, presidente dell'Unrae - il mondo dell'auto guarda a Ginevra per stimolare, attraverso il rinnovamento dei modelli e le offerte sempre più competitive, l'interesse dei consumatori... Caro Marchionne: DOV'E LA NUOVA PUNTO, ALFA GIULIA, SW FIAT O LANCIA??? Mancano nuovi prodotti!!