Mercato italiano
Mai così male dai primi anni 80
Come vi avevamo anticipato ieri, sono solo 137.119 le auto immatricolate in questo primo mese dell'anno, il 16,92% in meno rispetto a gennaio 2011, che già aveva fatto registrare volumi molto bassi. "Il 2012 si apre ancora sotto il segno di una crisi profonda e decisamente preoccupante per i risvolti negativi che continuerà ad avere sul nostro settore", ha commentato Guido Rossignoli, direttore Generale dell'Anfia. "Il mercato auto a gennaio registra livelli così bassi che non è più sufficiente risalire al triennio critico 1993-1996, ma occorre spostare il termine di confronto ancora più indietro, a inizio anni ottanta".
Rivolti negativi. Secondo le rilevazioni Istat, a gennaio l'indice di fiducia dei consumatori rimane stabile, ma si deteriorano le aspettative sull'andamento generale dell'economia italiana e crescono le prospettive di disoccupazione, il cui tasso si è attestato all'8,9% (+0,8% rispetto a dicembre 2010). "È chiaro che anche l'andamento del mercato del lavoro ha un peso rilevante sulle prospettive del reddito delle famiglie e quindi della spesa per i consumi - ha continuato Rossignoli - specialmente quando si tratta di beni durevoli come l'automobile. Una situazione del genere non può che confermare le previsioni di un 2012 ancora più difficile dell'anno da poco concluso".
Tutti in negativo. La top ten delle consegne di gennaio, che ha visto le marche nazionali mantenere una quota di mercato del 29,6%, nonostante un calo del 17,77% sullo stesso periodo dello scorso anno, è composta solo da numeri negativi. Si comincia con il primo posto di Fiat con 28.349 unità (-17,66%), seguita da Ford (11.818, -23,1%) e Volkswagen (10.870, -16,15%). Quarta è la Citroën (7.626, -6,27%), davanti a Lancia/Chrysler (6.982, -2,39%), Peugeot (6.549, -10,55%) e Opel (6.468, +2,86%). Chiudono Nissan (5.311 -15,86%), Audi (5.260, -16,07%) e Renault (4.992, -36,42%).
Più vendute e mercato dell'usato. Sempre a gennaio, nella graduatoria delle auto più vendute ha primeggiato la Fiat Panda (10.441 unità), davanti a Punto (8.570) e Lancia Ypsilon (5.142). Fra le diesel, dietro alla Punto (3.341), troviamo la Ford Focus (2.816) e l'Alfa Romeo Giulietta (2.388). In calo anche il mercato dell'usato che con 379.222 trasferimenti di proprietà, rispetto allo stesso mese del 2011 è calato del 4,3%.
Alessandro Carcano

Il cane che si morde la coda.... A parte il fatto che le auto sono care, chi ha più uno stipendio sicuro ? A forza di spostare la produzione all'estero hanno creato disoccupazione in Italia e nessuno ha più possibilità di comprare nulla, mancano i soldi. Inoltre l'evoluzione si è fermata e io me ne guardo bene di cambiare la mia Clio 2a serie da 75 cv che mi fa la media di 17 km/l....
Ottima scelta!
A dicembre farà 8 anni e ho intenzione di portarla al decimo...se non oltre Chi me lo fa fare di spendere 10000 euro per avere gli stessi consumi e prestazioni ? forse peggiori ?!?! Poi con la neve di questi giorni e le gomme invernali...sono andato ovunque !! PS: gomme invernali non estive !!
Uhuh come la mia.. 130 000 Km passati. Scricchiola come un vascello del '600 ma parte con mezzo giro di chiave a -4°C. 13 al litro nel ciclo urbano. Ieri sera in un ampio piazzale ho provato a metterla in difficoltà sul ghiaccio.. Va molto meglio dell'X5 di mia madre (entrambe con gomme estive!)
Poco + di 2 anni fa ho acquistato un'auto nuova potevo spendere sino a 15.000€. Visti i costi di benzina, assicurazione e manutenzione e la scarsa evoluzione proposta, ho deciso di spendere un po meno: 7.300€ con la rottamazione. Credo che in futuro, se qualcosa non cambierà radicalmente (benzina sotto 1,2€, ecc.), non acquisterò una vettura che costi + di 10.000€.
Ma non sarà perché per pagare bollo e assicurazione tra poco bisognerà andare a rubare? Ho fatto un preventivo online con diverse compagnie per una fetente di ford Ka del 2003 senza incidenti in 6a classe e la media dei preventivi è intorno agli 800 euro. Ladri maledetti! Il problema invece in Italia sembrano essere i tassisti, non le banche e le assicurazioni.
Crisi a parte non si può continuare a parlare di catastrofi guardando i dati delle vendite. In il mercato italiano è stato per troppi anni alterato da incentivi e bonus. Il livello di vendite, in un libero mercato, è di poco superiore a quello attuale. Il pericolo è che in questa situazione il sig. Marchionne ne approfitti per chiudere altri stabilimenti invece di progettare modelli nuovi
Finche vanno a vanti a costruire in serbia le auto per l'Italia.... Ai serbi danno 600 euro al mese e non si possono comprare una Fiat....gli Italiani che dovrebbero comprasela...sono o disoccupati o al verde .... Le Fiat si vendono praticamente solo in Italia....tra poco chiudono veramente !! E pensare che hanno anche studiato !! Mah .....!!!