Multe
Un tesoro da due miliardi l'anno

Pubblicata il 17/02/2012 | tag: multe, contravvenzioni, sicurezza stradale


Multe Le contravvenzioni per infrazioni al Codice della strada fruttano allo Stato circa due miliardi di euro all'anno.

Le contravvenzioni per infrazioni al Codice della strada rappresentano un vero e proprio tesoro per le amministrazioni locali e per il Governo. Un tesoro che, nelle sole 15 città metropolitane italiane, vale tre miliardi di euro in cinque anni (2003-2010), ma che frutta complessivamente alle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro all'anno, se si considerano le multe comminate dalle polizie locali (circa 1,6 miliardi di euro), da Polstrada e dai Carabinieri (circa 400 milioni di euro). Nonostante questo fiume di denaro, per la sicurezza stradale sono stati spesi in media soltanto 30 milioni di euro all'anno. Un'inezia.

Undicesima nell'Ue. Sono questi i dati sconcertanti che emergono dall'indagine presentata a Roma dalla "Fondazione Luigi Guccione" Onlus - l'ente morale di cui è presidente Giuseppe Guccione, figlio di una vittima della strada - e dall'Istituto Internazionale per il Consumo e l'Ambiente. Nel decennio che si è appena concluso, le contravvenzioni hanno fatto incassare circa 20 miliardi di euro. Eppure poco o nulla si è fatto per la migliorare la sicurezza stradale, tanto che l'Italia è all'undicesimo posto nella classifica dell'Unione Europea a 15 per diminuzione di morti e feriti.

Ogni anno 74 euro a testa. Mediamente negli ultimi cinque anni gli abitanti delle 15 città hanno pagato 74 euro a testa all'anno. A livello nazionale la media si abbassa leggermente a poco meno di 35 euro pro capite, circa 100 a famiglia. Tuttavia la "pressione sanzionatoria" varia di molto da Nord a Sud: in alcuni piccoli Comuni del mezzogiorno non si arriva a 4 euro a testa, mentre nei grandi Comuni industrializzati si superano i 120 euro (in media 350 a famiglia). 

A Roma la maglia nera. La città più colpita dal punto di vista delle sanzioni è Roma con 101 euro pro capite all'anno, seguita da Milano (100 euro), Bologna (97), Torino e Napoli (67); la più bassa è Reggio Calabria con 10 euro preceduta da Messina (18 euro) e Trieste (24). Nonostante la capitale applichi la più elevata "pressione" sanzionatoria, risulta di gran lunga la più insicura: negli ultimi cinque anni i morti sono stati 1.002. A parecchia distanza si colloca Milano (373 vittime), seguita da Napoli (230), Torino (207), Palermo (194 morti), Catania (112), Bologna (102), Messina e Bari (84), Genova (71), Trieste (65), Venezia (64), Cagliari (61) e, infine, Reggio Calabria (39).

Dove finisce il ricavato delle multe? La ricerca punta il dito sulla cattiva e talvolta illegittima gestione dei proventi ricavati dalle multe che - secondo l'articolo 208 dello stesso Codice della strada - dovrebbero essere destinati a incrementare la sicurezza dei cittadini e che invece, molto spesso, vengono utilizzati per le finalità più diverse. Dal rapporto emerge anche che "non c'è un criterio omogeneo di trasparenza dei dati e nessuna valutazione d'efficacia degli investimenti effettuati: per esempio i soldi spesi a Roma per il trasporto pubblico, oltre 700 milioni su 1.350 milioni di euro incassati dalle multe, non hanno inciso sul miglioramento del servizio. Ma lo stesso art. 208 del Codice della strada non prevede di utilizzare soldi delle multe per metropolitane e Bus che hanno, invece, altri canali di finanziamento".

Roberto Barone


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8 commenti



  1. Avatar utente
    Marco Pinna | Torino
    17 febbraio 2012 alle 12:39

    Se proprio volete saperlo pare che dopo il IV e V programma di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (attivi in questo momento) lo Stato sospenderà i finanziamenti, determinando l'abbandono pressochè totale dell'attività di messa in sicurezza delle strade comunali, provinciali e regionali... E dire che i soldi delle multe dovrebbero andare proprio li.

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    Leandro Moschetti | Marina di massa
    17 febbraio 2012 alle 15:24

    Difficile commentare. Siamo in Italia. Una cosa è certa. Se prendi una multa sbagliata, per fartela togliere devi sudare. Se sbaglia chi te la fa, a lui si dà una mano per coprire l'errore. A te non viene data una mano per scoprire l'errore, farlo presente a chi ha sbagliato e chiudere la pratica. Devi combattere la tua battaglia da solo, ad armi impari. So quello che dico. Ma siamo in Italia.....

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    Carlo Andreatta | Gargnano
    17 febbraio 2012 alle 15:24

    La sicurezza? Il rispetto delle leggi? Il rispetto altrui? La professionalità? Devo piangere o ridere?

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    Ceruti Massimo | Lodi
    17 febbraio 2012 alle 21:15

    sbagliare, sbagiano tutti! ma se non si commettono infrazioni non si finanzia lo stato!

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    Leandro Moschetti | Marina di massa
    18 febbraio 2012 alle 11:50

    Amaramente vero !

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    Luigi Laterza | Ronciglione
    21 febbraio 2012 alle 08:48

    Come al solito le leggi in Italia seppure giuste (e non tutte lo sono) vengono applicate proncipalmente per fare cassa. Dunque è chiaro che il codice stradale e le sanzioni che prevede proprio non servano al fine cui avrebbero duvto essere preposte. Lampante il caso dei limiti di velocità disposti sulla rete stradale senza alcuna coerenza e in linea solo con la casse comunali non con la sicurezza.

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    Leandro Moschetti | Marina di massa
    22 febbraio 2012 alle 18:35

    Analisi impeccabile. Concordo in pieno. Che vergogna. Spero che che la gente, quando vota il proprio sindaco, ne tenga conto.