24 Ore di Le Mans
Audi über alles, primo trionfo ibrido alla maratona francese

Pubblicata il 17/06/2012



Per l'undicesima volta l'Audi è andata a vincere la 24 Ore di Le Mans, ed è la prima a riuscirci usando una vettura ibrida. La R18 e-tron quattro siè dimostrata subito una vettura veloce ed affidabile, riuscendo a tenere un ritmo importante (lo scorso anno la gara si articolò su 355 giri contro i 377 di quest'anno) e senza patire cedimenti di natura meccanica o elettronica. Gli unici interventi, infatti, si sono resi necessari per porre rimedio alle toccate dei piloti.

Seconda affermazione per l'equipaggio "giovane". A trionfare per il secondo anno di fila è stato l'equipaggio composto da Andre Lotterer, Marcel Fassler e Benoit Treluyer, che per il passo mostrato al volante della nuovissima R18 e-tron quattro erano già considerati i grandi favoriti della vigilia, oltre ad aver conquistato anche la pole position con il tedesco. E in gara la loro superiorità si è vista decisamente, visto che sono stati al comando delle operazioni per la maggior parte della distanza e che solo un paio di sviste di Fassler (anche se nel secondo caso forse sarebbe giusto parlare di un miracolo, visto che ha evitato per un pelo una Corvette girata in testacoda) hanno messo in discussione la caccia alla vittoria, permettendo a Capello/Kristensen/McNish di tentare un assalto concreto.

L'errore che ha messo fine alle speranze della #2. Le loro chance però si sono spente ad un paio d'ore dalla fine, quando Allan McNish, probabilmente perchè disturbato dalla presenza di un doppiato, è andato ad impattare le protezioni della Virage du Karting. I suoi meccanici sono stati anche abilissimi a rimandarlo in pista a razzo, ma ormai si ritrovava doppiato e quindi si è dovuto accontentare del secondo posto, con buona pace di Dindo Capello che magari sperava di festeggiare il suo 48esimo compleanno dal gradino più alto del podio.

Un italiano anche sul terzo gradino del podio. Positiva la prova della "vecchia" Audi R18 Ultra, che ha permesso a Marco Bonanomi di artigliare un piazzamento sul podio all'esordio, insieme ai compagni Oliver Jarvis e Mike Rockenfeller. Purtroppo l'equipaggio #3 si è ritrovato doppiato dopo appena mezzora a causa di un problema di vibrazioni sul posteriore, poi però ha tenuto un passo molto positivo, chiudendo con il distacco onorevole di tre giri, tenuto anche conto del fatto che nel finale ha accusato anche delle fastidiose noie a livello di elettronica.

Niente poker per via dei troppi errori. La Casa degli Anelli però è riuscita solamente a sfiorare il poker, perchè la seconda R18 Ultra, quella di Dumas/Duval/Gené ha pagato qualche sbaglio di troppo dei suoi piloti. Sia Dumas che Gené sono andati a "baciare" le protezioni della Chicane Forza Motorsport, inoltre il francese si è anche toccato con un doppiato nel corso della notte. Un vero peccato se si pensa al grande passo mostrato da Duval e al giro più veloce realizzato da Gené.

Che peccato la Toyota! La casa giapponese ha teneto segretissime le prestazioni delle sue due TS030 Hybrid fino ai test comuni di due settimane fa e aveva anche saltato la gara di Spa del Mondiale. Si pensava che fosse per scarse prestazioni, e invece è stata una vera sorpresa e, finché in gara, la Toyota ha lottato per la vittoria, comandando anche la gara per qualche giro. Sono mancati un pizzico di fortuna e magari di senso strategico da parte dei piloti. Se da una parte il terribile incidente di Anthony Davidson, decollato dopo un contatto con la Ferrari di Piergiuseppe Perazzini che non gli ha dato strada, è stato un episodio sfortunato, che è costato anche due vertebre fratturate al pilota britannico; dall'altro Kazuki Nakajima ha compromesso la gara dell'equipaggio numero 7, danneggiando la vettura per forzare un doppiaggio ai danni della Nissan DeltaWing dopo circa sei ore. Il risultato di tutto questo è che la prima avventura delle TS030 è durata appena lo spazio di 11 ore.

La Nissan non vede il traguardo. La gara della deltaWing si è fermata dopo sole sei ore e un quarto proprio per un eccesso di irruenza di Nakajima, che ha letteralmente "parcheggiato" Satoshi Motoyama nei pressi della Virage Porsche. Alla fine di questa esperienza però un veterano come Michael Krumm si è detto soddisfatto nei limiti del possibile e convinto che questo prototipo decisamente particolare racchiuda in sé il potenziale per stupire.

Grande prova della Rebellion. Venuta a mancare la Toyota "csa madre", a stupire quindi ci ha pensato la Lola-Toyota della Rebellion Racing, che con l'equipaggio Jani/Prost/Heidfeld è andata ad artigliare un insperato quarto posto assoluto, che la colloca prima senza discussioni tra le LMP1 alimentate a benzina, con la soddisfazione di mettersi dietro anche una delle Audi.

Che stagione per la Starworks! La vittoria nella LMP2 è andata alla HPD della Starworks Motorsports, vettura che aveva già brillato nei test collettivi. Ryan Dalziel ed Enzo Potolicchio (che in questa occasione erano affiancati anche da Tom Kimber-Smith) coronano quindi una stagione straordinaria nelle grandi classiche, dopo essersi già piazzati secondi alla 24 Ore di Daytona, con tanto di pole position, proprio per i colori della Starworks. Per loro pochi rischi inizialmente, quando hanno lasciato sfogare la Morgan-Judd della OAK Racing (Pla/Lahaye/Nicolet), poi quando quest'ultima è stata fermata da un cedimento tecnico, ne hanno approfittato per andare in fuga, giungendo al traguardo con circa un giro di vantaggio sulle Oreca-Nissan della Thiriet by TDS (Thiriet/Beche/Tinseau) e della Pecom Racing (Ayari/Kaffer/Perez-Companc).

Ferrari inarrestabile tra le GT. La 458 italia della AF Corse di Fisichella/Bruni/Vilander ha saputo sfruttare i guai tecnici della Corvette di Milner/Westbrook/Gavin, che ha perso una ruota nel cuore della notte, e dell'Aston Martin di Mucke/Turner/Fernandez per portarsi in testa dopo che erano stati costretti a partire dal fondo della griglia per via dell'errore di "Fisico", che aveva distrutto la vettura nelle prove libere, costringendo il team a far arrivare una nuova scocca dall'Italia. Sotto la bandiera a scacchi sono giunti con un vantaggio di tre giri nei confronti dell'altra Rossa della Luxury Racing portata in gara da Makowiecki/Melo/Farnbacher, rallentati sul più bello da un inconveniente all'impianto frenante posteriore, che li ha costretti ad una sosta ai box molto lunga. A loro comunque resta la consolazione della pole position di classe. Così come il podio finale può essere solo tale per l'Aston Martin ufficiale, che nella prima parte di gara aveva mostrato un passo di gara davvero invidiabile.

Che lotta in GTE-Am. La seconda classe delle Gran Turismo si è rivelata la più combattuta fino alla fine della corsa, con i due contendenti al successo che sono entrati nell'ultima ora di gara separati tra loro di meno di mezzo minuto. A trionfare alla fine è stata la Corvette della Larbre Competition portata in gara da Lamy/Canal/Bornhauser, che solo nel finale è riuscita ad avere la meglio sulla Porsche della IMSA Performance con Pons/Narac/Armindo, rallentata anche da una foratura ad appena due giri dal termine.

MONDIALE ENDURANCE, Le Mans, 17/06/2012
Classifica finale 24 Ore di Le Mans
1. Lotterer/Fassler/Treluyer - Audi R18 e-tron quattro - 377 giri
2. McNish/Capello/Kristensen - Audi R18 e-tron quattro - +1 giro
3. Jarvis/Bonanomi/Rockenfeller - Audi R18 Ultra - +3 giri
4. Prost/Jani/Heidfeld - Lola-Toyota - +11 giri
5. Gené/Dumas/Duval - Audi R18 Ultra - +12 giri
6. Brabham/Chandhok/Dumbreck - HPD-Honda - +21 giri
7. Potolicchio/Dalziel/Kimber-Smith - HPD-Honda (LMP2) - +24 giri
8. Thiriet/Beche/Tinseau - Oreca-Nissan (LMP2) - +25 giri
9. Perez-Companc/Kaffer/Ayari - Oreca-Nissan (LMP2) - +26 giri
10. Ragues/Panciatici/Rusinov - Oreca-Nissan (LMP2) - +27 giri
11. Belicchi/Primat/Bleekemolen - Lola-Toyota (LMP2) - +28 giri
12. Zugel/Julian/Gonzalez - Zytek-Nissan (LMP2) - +30 giri
13. Martin/Charouz/Graves - Oreca-Nissan (LMP2) - +32 giri
14. Heinemeier Hansson/Leinders/Martin - Morgan-Nissan (LMP2) + 37 giri
15. Brundle/Brundle/Ordonez - Zytek-Nissan (LMP2) - +38 giri
16. Tresson/Mailleux/Lombard - Oreca/Nissan (LMP2) - +38 giri
17. Fisichella/Bruni/Vilander - Ferrari 458 (GTE-Pro) - +42 giri
18. Makowiecki/Melo/Farnbacher - Ferrari 458 (GTE-Pro) - +45 giri
19. Mucke/Turner/Fernandez - Aston Martin Vantage V8 (GTE-Pro) - +46 giri
20. Bornhauser/Canal/Lamy - Chevrolet Corvette (GTE-Am) - +49 giri
21. Pons/Narac/Armindo - Porsche 911 RSR (GTE-Am) - +50 giri
22. Bertolini/Beretta/Cioci - Ferrari 458 (GTE-Pro) - +52 giri
23. Garcia/Magnussen/Taylor - Chevrolet Corvette (GTE-Pro) - +52 giri
24. Briere/Petersen/Nakano - Oreca-Nissan (LMP2) - +53 giri
25. Krohn/Jonsson/Rugolo - Ferrari 458 (GTE-Am) - +55 giri
26. Frey/Meichtry/Hirschi - Oreca-Judd (LMP2) - +58 giri
27. Neiman/Pilet/Pumpelly - Porsche 911 RSR (GTE-Am) - +65 giri
28. Bourret/Gibon/Belloc - Chevrolet Corvette (GTE-Am) - +69 giri
29. Rosier/Thirion/Haezebrouck - Norma-Judd (LMP2) - +70 giri
30. Leventis/Watts/Kane - HPD-Honda (LMP1) - +75 giri
31. Kauffman/Aguas/Vickers - Ferrari 458 (GTE-Am) - +84 giri
32. Rodrigues/Ferte/Illiano - Ferrari 458 (GTE-Am) - +86 giri
33. Camathias/Palttala/Daniels - Porsche 911 RSR (GTE-Am) - +88 giri

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27 commenti



  1. Avatar utente
    Francesco Segio | Bari
    18 giugno 2012 alle 17:21

    Io lo so bene che Audi rientra nel VW Group, il quale, con Toyota e GM, è uno dei tre maggiori produttori di auto al mondo. Chiaro. Ma quante volte occorre scrivere che la controllante non è la controllata: Smart non è Mercedes, Mini non è Bmw, Bentley non è VW, Ferrari non è Fiat e così via, anche se le prime sono controllate (attraverso i pacchetti azionari) dalle seconde?

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    Claudio Bodini | Villafranca di verona
    18 giugno 2012 alle 18:25

    ce da dire che in Audi come marketing non sono secondi a nessuno.

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    Davide isidoro Pitasi | Reggio calabria
    18 giugno 2012 alle 19:09

    Beh stavolta mi pare che si tratti di una vittoria vera e non di marketing; pure la ferrari fa leva sulle vittorie in F1 per vendere: o forse a meranello non esiste una divisione dedicata alle vendite....

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    Francesco Segio | Bari
    18 giugno 2012 alle 19:48

    Leggendo un po' di commenti qua e là sull'Audi, quale - ma solo per esempio - quello cui poi ha mirabilmente replicato Davide Isidoro Pitasi, sembra che qualcuno confonda il (sacrosanto) diritto di critica con la gratuità della critica.

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    Cirn Pomcin | Amblar
    18 giugno 2012 alle 20:58

    dovreste forse sapere che l'audi è progettata in gran parte in italia dalla dallara....

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    Carlo Di giusto | Basiglio | 45 anni
    21 giugno 2012 alle 18:07

    Mi dicono di farti sapere che questa affermazione è sbagliata.

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    Claudio Bodini | Villafranca di verona
    19 giugno 2012 alle 22:22

    Audi esiste grazie a Volkswagen non e il caso della Ferrari.

  8. Avatar utente
    Francesco Segio | Bari
    20 giugno 2012 alle 12:10

    ?!