"Quattroruote day"
L'ALFA MITO VINCE DUE VOLTE

Pubblicata il 29/01/2009


Il claim scelto per l'edizione 2009 del "Quattroruote day", che si è svolto oggi a Palazzo Mezzanotte a Milano, è "Cambiare ma come", un tema decisamente d'attualità in un momento molto delicato per il settore automobilistico, ma non solo.

È stato il file rouge dell'intera mattinata: ne ha parlato Mike Robinson, consulente e critico di design di "Quattroruote", durante un intervento introduttivo e, in seguito, il nostro direttore Mauro Tedeschini, moderatore della tavola rotonda (vedi link correlati qui accanto), alla quale sono intervenuti Chris Bangle (Chief Design BMW e Mini), Kevin Roberts (presidente di Saatchi & Saatchi), Amedeo Felisa (amministratore delegato Ferrari) e Leonardo Maugeri (direttore strategico di Eni). Quali siano le opportunità, le prospettive di cambiamento per il futuro ed eventuali soluzioni: da qui il titolo "Cambiare ma come, ovvero l'auto del nuovo decennio".

Al termine del convegno, dopo le premiazioni di rito per le dieci categorie del concorso "Le auto che preferisco", è stato consegnato un riconoscimento speciale da parte della redazione di "Quattroruote", al sistema "BMW EfficientDynamics" (vedi link sotto al titolo). Il premio "La novità dell'anno" è andato, invece, all'Alfa Romeo MiTo (foto in alto), che si è aggiudicata anche il titolo di "regina" nella categoria "piccole" del referendum "Le auto che preferisco".

Sono stati più di 157 mila i voti totali pervenuti - via telefono, web, o cartolina - dai lettori e dai navigatori della rivista. Un dato sensibilmente superiore rispetto a quello dello scorso anno e, dunque, confortante, dato il momento di crisi che stiamo attraversando.

Nella foto, Mauro Tedeschini, direttore di "Quattroruote", premia Sergio Cravero, amministratore delegato dell'Alfa Romeo.


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24 commenti



  1. Avatar utente
    Cacos
    2 febbraio 2009 alle 11:33

    Alfa MITO ma per carità.E' veramente una brutta auto.Ogni Italiano è libero di farsi prendere per i fondelli dalla FIAT.E' la stessa italianità dell'"alitalia"cioè BIDONI sulle ns spalle.Adesso pagheremo la cassa integrazione alla fiat e La stessa produce utili per gli azionisti.Bellissimo ricatto basato sui posti di lavoro.Povera ITALIA..!!

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    Incrociatore
    3 febbraio 2009 alle 21:00

    Design (e finiture non all'altezza) a parte, la cosa che davvero duole della MiTo è (scusate il gioco di parole) che NON è una Vera Alfa Romeo, ma una (seppur buona) G. Punto camuffata. Vinca pure tutti i premi del mondo, ma quel Marchio sul cofano va sostituito con il logo Fiat. Purtroppo, chi non ha mai guidato un'autentica Alfa, non può rendersi conto delle reali differenze!!!

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    Franza54
    8 febbraio 2009 alle 12:06

    Ma quante se ne vedono in giro?Finora ne ho viste un paio entrambe con gli striscioni pubblicitari delle concessionarie!!Del resto del "gruppo" Fiat quante nuove Multipla,Croma o Delta,che non siano vecchi esemplari di anni addietro si vedono circolare??Persino della superosannata 500 che è venduta ormai da qualche tempo,se ne vede solo qualcuna.Se poi passiamo la frontiera.........

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    Focusman
    30 aprile 2009 alle 11:04

    Vorrei rispondere ad alcuni lettori che pensano che soltanto la MiTo sia la copia di un altra macchina: ma le altre le avete viste? Ormai tutte le case usano scocche e telai di vetture gia' in produzione, ora solo perche' le fa l'alfa bisogna criticare?Come mai allora la Fiat distribuisce i motori ad altre case? Cerchiamo di essere obiettivi e di non sparlare solo per partito preso perche' e'

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    Blustarlight
    9 ottobre 2009 alle 21:58

    Quanta ignoranza, quante frasi fatte... C'è gente che ripete in maniera ossessiva che la MiTo è una Grande Punto ricarrozzata. NIENTE DI PIU' SBAGLIATO. Io la MiTo l'ho guidata in pista, insieme con altre auto che avevano assetti DA PISTA. La MiTo era nella normale versione stradale, eppure aveva un comportamento migliore delle altre (e lo dicevano gli stessi collaudatori presenti). Riflette