Lotus Elan
Leggera e veloce mezzo secolo fa

Pubblicata il 30/06/2012 | tag: Lotus, Lotus Elan


Lotus Elan Lotus Elan

La Lotus festeggia quest'anno i 50 anni della Elan, presentata ufficialmente nell'ottobre del 1962, come sostituta della Elite. La piccola spider a trazione posteriore, presa come esempio dalla Mazda per la creazione della prima serie della MX-5, aveva dimensioni davvero contenute e pesava nella sua prima versione appena 680 kg, grazie alla carrozzeria in materiali plastici collegata all'innovativo telaio a trave centrale, con sospensioni indipendenti e quattro freni a disco.

Caratteristiche. La ricerca aerodinamica era evidenziata dai fari a scomparsa, integrati in una linea semplice, ma molto efficace ideata da Ron Hickman, mentre il quattro cilindri Ford (prima di 1.5 e poi di 1.6 litri), con testata Lotus a doppio albero a camme, forniva prestazioni da sportiva pura grazie alla massa contenuta, nonostante i "soli" 108 CV a disposizione. Nel corso della sua evoluzione furono realizzate quattro serie diverse e fu proposta anche in allestimento coupé a partire dal 1965, mentre nel 1967 debuttò la +2, che dietro disponeva di un paio di posti di fortuna. Le più sportive Elan Sprint e Elan +2 S 130 furono inoltre dotate del quattro cilindri in versione da 126 CV, capace di spingere la sportiva fino a 190 km/h. Non mancarono le varianti da competizione (note come 26R e 36R), tutt'ora ricercatissime per le loro prestazioni nelle gare per auto storiche su strada e su pista.

Fine della produzione. All'epoca, ai clienti di alcuni mercati fu offerta anche la possibilità di acquistare la vettura in kit di montaggio, per ridurre il prezzo di listino, giocando soprattutto sulla semplicità di assemblaggio della carrozzeria. La produzione della Elan terminò nel 1972, seguita nel 1974 dalla +2, segnando uno dei più grandi successi commerciali della Casa inglese, che proprio a cavallo degli anni '70 raccoglieva grandi successi in Formula 1 e presentava modelli di nuova generazione come la Esprit, pensati per un pubblico più maturo ed esigente.

Sigla rispolverata. Lotus ha "rispolverato" la sigla Elan per una spider a trazione anteriore motorizzata Isuzu, presentata nel 1989 (nota anche come M100), sotto la direzione del Gruppo GM, che fu prodotta fino al 1996, non prima di veder ceduti i diritti alla Kia, che ne produsse una serie di esemplari per il mercato interno coreano. Nel 2010 è stata infine chiamata Elan una delle cinque concept car svelate al Salone di Parigi, come anticipazione della futura gamma Lotus: di lei e del suo ipotetico V6 ibrido non ci sono però certezze, soprattutto dopo l'allontanamento del CEO Dany Bahar e la cessione della Proton (e quindi di Lotus) al gruppo DRB-Hicom. L.Cor.


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12 commenti



  1. Avatar utente
    Murciélago | Madrid / treviso
    30 giugno 2012 alle 21:32

    Lo scorso dicembre, a Windermere, nel nord dell’Inghilterra, vidi parcheggiate insieme una Elan moderna di colore rosso e una Mazda MX-5 verde inglese. Rimasi a guardarle per un po’, pensando che la vera inglese sembrava la Mazda e la vera giapponese la Lotus.

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    30 giugno 2012 alle 22:33

    Mentre leggevo della Focus ST, stavo giusto pensando che le auto sono ingrassate a dismisura negli ultimi anni, e così è cresciuta la cavalleria ed il consumo... e ci si diverte di meno, perché per accedere alla parte interessante delle prestazioni si è costretti ad andare a velocità molto superiori ai limiti, mentre a velocità ordinarie non accade nulla di davvero rilevante. Cos'è andato storto?

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    30 giugno 2012 alle 22:34

    Perché non ci sono più (o quasi) in circolazione auto come questa piccola Elan: meno di 700 kg, poco più di 100 CV... davvero abbiamo bisogno del doppio della massa con il doppio della potenza per fare un'auto "sportiveggiante" come, per esempio, la Golf V GTI? Io non credo... Sono sempre stato un ammiratore della Lotus, dell'impegno di questa casa per tenere le cose semplici e leggere,

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    30 giugno 2012 alle 22:34

    senza bisogno di utilizzare motori enormi per fare auto divertenti. La piega che hanno preso le cose per gli ultimi modelli non mi fa impazzire, ma capisco che per corteggiare il pubblico americano servano motori più grossi, che inevitabilmente appesantiscono la macchina. Per esempio preferivo concettualmente la vecchia Exige S, con il 4 cilindri sovralimentato.

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    30 giugno 2012 alle 22:34

    Comunque, Tornando alla Elan: una buona idea si misura non solo sull'impatto che ha sul presente, ma anche per quanto a lungo rimane una buona idea. Credo che un'auto come questa Elan sia una buona idea anche a 50 anni dl lancio. Buon compleanno!

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    Daniel Di somma | Torino
    1 luglio 2012 alle 11:31

    Sono d'accordo con te, ma al giono d'oggi, le auto devono essere più resistenti che 50 anni fa, ecco anche perché il peso lievita. Poi bisogna anche considerare che ci sono molte più componenti. Comunque penso che si possano fare delle auto simili con un peso intorno agli 800-1000kg, vedi la 4c.

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    1 luglio 2012 alle 13:59

    Si Daniel, la ricerca della rigitità in caso di impatto sicuramente ha fatto lievitare il peso. Però è anche un circolo vizioso: più aggiungi peso più ti serve una cella rigida, che pesa di più. Se non si comincia a pensare a nuovi materiali -non necessariamente il metallo. La GRP (fibra di vetro) non è un brutto punto di partenza:

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    1 luglio 2012 alle 13:59

    È molto più leggera della lamiera a parità di spessore ed è anche molto più leggera. Ovviamente è un po' troppo elastica per pensare di farci una monoscocca, perciò un telaietto metallico comunque ti serve, oppure devi aggiungere altre fibre per ridurre la flessibilità. La CFRP non ha questo problema, ma è costosa e molto più difficile da riciclare.

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    Lorenzo Zanetti | Milano
    1 luglio 2012 alle 13:59

    Soprattutto nei prossimi anni, quando bisognerà andare verso la trazione elettrica e non ci si sarà ancora sbarazzati del bisogno delle batterie, la riduzione del peso della struttura sarà fondamentale. Lotus ha molto da dire in questi termini, purtroppo non sta avendo il destino che meriterebbe: sballottata di qua e di là da proprietari assolutamente non all'altezza.

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    Gianluca D'arcadia | Ingegnere | Latina
    4 luglio 2012 alle 13:19

    La fibra di vetro è leggera ma in caso di impatto si frantuma (quindi c'è un pericolo intrinseco per le schegge) nonchè è di difficile e costosa riparazione. Per ottenere elevata rigidezza e peso accettabile l'unica via è il costoso alluminio o leghe speciali come in uso aeronautico (però anche queste sono di difficile se non impossibile riparazione e richiedono accorgimenti speciali = costi).

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    Aponus Aponus | Abano terme
    30 giugno 2012 alle 23:59

    Le Lotus sono leggere, veloci, divertenti e...ecologiche! Infatti pesando poco possono adottare motori più piccoli e con potenze modeste rispetto alle concorrenti. Che abbiano trovato la via per la sostenibilità sin dall'inizio?

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    Gianluca D'arcadia | Ingegnere | Latina
    4 luglio 2012 alle 13:24

    Fare una due posti secca tipo Elise con scocca modulare in alluminio è un ottimo risultato ma alla portata di molti altri costruttori specie se si considera che è nuda e cruda (ovvero priva di fonoassorbenti, accesssori, radio perfino condizionatore optional). Detto questo io comunque adoro la LOTUS per le idee innovative oltre che sportive. La EVORA è una delle mie preferite.