Traffico
In media si perdono nove giorni all'anno

Pubblicata il 22/02/2012 | tag: traffico, indagini, navigatori satellitari


Nove giorni all'anno bloccati nel traffico, di cui 3,4 di ritardo. È questa in media la quantità di tempo che ogni automobilista, soprattutto i pendolari, perde nell'arco di un anno per recarsi al lavoro. Lo rivela una ricerca condotta in Italia su un campione di mille intervistati, dalla società Art per conto di Waze, l'applicazione-social gratuita per la navigazione che nel nostro Paese ha superato il milione di utenti. E si badi bene che si tratta di una media, quindi con picchi ben più elevati in molti casi. L'indagine rivela anche che in città il tempo di percorrenza è in media di 32 minuti e ogni pendolare accumula ogni giorno un ritardo di circa 11 minuti.

Noia, stress e frustrazione. Secondo i dati pubblicati dalla società la maggiore frustrazione causata dal ritardo è rappresentata dalla perdita di tempo (come denuncia il 42,2% del campione) mentre il 30% accumula stress provocato dalla consapevolezza di essere in ritardo. Molta irritazione per i pendolari deriva dalla noia di essere seduti in auto nel traffico (24,8%) e dall'assistere al comportamento incivile degli altri guidatori (16,5%). L'8.7% invece si sente frustrato in quanto non conosce i motivi dell'ingorgo stradale.

Come s'inganna il tempo. I modi per tenersi impegnati in mezzo a un fiume di vetturesono i più disparati. In cima all'elenco ci sono i litigi (28,6%) favoriti dal nervosismo per la situazione, seguiti da chi impiega il tempo per prepararsi a un colloquio (9,9%), da quanti ne approfittano per rifarsi il trucco o radersi (8,7%) o per tenere riunioni telefoniche con collaboratori e colleghi (3%). Non manca chi sfrutta l'ingorgo per corteggiare altri guidatori (4,8%) e c'è qualcuno che ha anche ammesso di aver "ingannato il tempo" avendo un rapporto sessuale (1%). Una donna, infine, ha persino riferito di aver partorito mentre si trovava bloccata nel traffico. R.Bar.


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