Vernasca Silver Flag
Più di 200 bolidi nel piacentino
- Pagina principale
- Galleria fotografica
Più di 6000 spettatori in 2 giorni, 3 manche a strada chiusa per 200 bolidi da competizione provenienti da tutto il mondo: questi i numeri della sedicesima edizione della Vernasca Silver Flag appena andata in archivio (24/26 giugno). A tutti gli effetti è un evento unico nel suo genere in Italia, quello organizzato dal Club Piacentino Automotoveicoli d'Epoca.
Non è una gara, nonostante il percorso in salita, quello di 9 km che da Castell'Arquato porta a Vernasca, venga chiuso al traffico durante le tre manche (due il sabato, una la domenica). Si tratta di un concorso dinamico di conservazione e restauro per vetture da competizione, interamente dedicato ai bolidi d'antan. Ai box nessuna transenna nasconde le auto ed è il motivo per cui è un'occasione più unica che rara per toccare con mano autentici capolavori nella storia dell'automobilismo sportivo mondiale. E quest'anno, nel piccolo borgo medievale piacentino, di "pezzi da novanta" ce ne sono stati proprio tanti e anche molto rari, da lustrarsi la vista, a cominciare dalle trenta Ferrari presenti.
Elogio al Cavallino rampante. Tra le Ferrari iscritte (rigorosamente stradali fino al 1962 e Sport o F.1 entro il 1972) figuravano pezzi molto importanti, come la 512 M del 1970 ex Scuderia Montjuich, schierata da Dieter Roschmann, che all'epoca venne pilotata da Mario Andretti e Nino Vaccarella. Proprio il "preside volante" era presente all'evento e ha commentato: "Non avevo mai assistito alla Silver Flag, è impressionante il parterre, di tutto rispetto". Presenti anche numerose Formula 1, tra cui la Dino 246 del 1959 di Corrado Cupellini, vincitrice del Gran Premio di Sicilia nel 1960 con Wolfgang Von Trips e la famosa 312 "Spazzaneve" di Lorenzo Prandina, esperimento di Mauro Forghieri del 1972. Il comitato organizzatore ha anche accettato la 126 C di Carlo Steinhauslin, pilotata nel Campionato 1984 da Michele Alboreto. La Casa del Cavallino ha partecipato schierando alla partenza la prima nata, la 125 S, che fece il suo esordio l'11 maggio 1947 con Franco Cortese proprio al Circuito di Piacenza. Ma, probabilmente, la Ferrari più importante è stata quella schierata dall'austriaco Andreas Mohringer, la 375 MM del 1954 ex Phil Hill, ancora in condizioni originali ma perfettamente marciante, uno spettacolo nello spettacolo, tra l'altro fresca vincitrice della propria categoria al Concorso di eleganza di Villa d'Este.
Buon compleanno, Manuel. Per festeggiare degnamente il centenario dalla nascita di Juan Manuel Fangio (nato a Balcarce, in Argentina, il 24 giugno 1911) Automobilismo Storico Alfa Romeo di Arese ha esposto nei box di Castell'Arquato la monoposto 159 "Alfetta" con cui il grande campione vinse nel 1951 il primo Campionato del Mondo di Formula 1. Lo storico Adriano Cimarosti ha ricordato la figura dell'asso argentino: "Fangio mi confidò che tra le tante monoposto usate in gara, l'Alfetta rimaneva per lui la più divertente da guidare".
Gaetano Derosa
