Pirelli
Hembery: "Nuove mescole, più incertezza"
"Con una differenza di un secondo e mezzo tra le gomme dure e quelle più morbide, tutte le squadre sfruttavano al massimo la mescola più performante limitando il più possibile l'impiego di quella più dura: bisognava fare qualcosa per evitare questa situazione". Tocca a Paul Hembery, responsabile motorsport della Pirelli, spiegare com'è stato affrontato il problema, che ha portato nei casi limite alcuni team a percorrere con le coperture meno favorevoli pochissimi giri.
Un mix difficile. "Abbiamo lavorato per ridurre il gap", prosegue Hembery nel corso della presentazione delle coperture 2012 avvenuta sul circuito di Abu Dhabi (con madrine d'eccezione le star Bianca Balti e Ines Sastre), "dando allo stesso tempo più durata alla mescola più lenta. Si trattava di trovare un mix difficile, d'individuare con esattezza il punto di crossover, ovvero il momento in cui per un pilota diventa più conveniente cambiare le gomme per evitare il decadimento delle prestazioni e utilizzare la mescola più dura". Il tutto, però, senza disporre di un'auto "reale" con cui effettuare test in pista, perché la Toyota del 2009, finora impiegata, è ormai troppo vecchia e non è ancora stato possibile trovare un accordo sulle squadre per individuare un telaio più moderno: tutti temono che, nella definizione delle coperture, l'uso di una qualsiasi monoposto, pur delle scorse stagioni, finisca per avvantaggiare questo o quel team. Un problema da non sottovalutare, perché ha costretto a effettuare lo sviluppo dei nuovi pneumatici basandosi soprattutto su simulazioni, calcoli e modelli matematici.
Tre su quattro. Alla fine, la Pirelli è stata indotta a intervenire su quasi tutti i tipi di gomma che saranno impiegati durante la stagione 2012. Di fatto, a rimanere immutata sarà solamente la P Zero Rossa, ovvero la gomma supersoft, rivelatasi versatile e adatta alle piste cittadine. Cambia, invece, la P Zero Gialla, ovvero la morbida, studiata per avere una resistenza termica maggiore così da ridurre il fenomeno del blistering (la formazione di palline di gomma, che si perdono poi sulle piste, sporcandole); provata per la prima volta durante le libere del GP di Abu Dhabi dello scorso anno, questa gomma sarà probabilmente la più usata dai team, insieme alla media, grazie anche alla sua capacità di andare rapidamente in temperatura. Nuova è anche la mescola dura della P Zero Bianca, già provata nelle libere dello scorso GP di Germania e pensata come seconda copertura (option) per le gare ad alte temperature o come prima scelta (prime) sulle piste meno stressanti per le gomme. Infine, è inedita anche la mescola della P Zero Argento, la gomma più dura e resistente, studiata per garantire "run" lunghi anche alle alte temperature ambientali e su circuiti dalla superficie molto abrasiva. Provata dal tester Pirelli Lucas di Grassi, non è ancora mai stata usata dai piloti ufficiali dei team.
Sul bagnato. Qualche novità riguarda anche le coperture da pioggia, ora denominate Cinturato. Mentre resta invariato (nome a parte) il Cinturato Verde, ovvero la gomma intermedia per pioggia leggera che ha dato buoni risultati nel 2011, sono state introdotte alcune modifiche sul Cinturato Blu, studiato per le condizioni di pioggia intensa. A cambiare è il profilo del pneumatico, ottimizzato per disperdere meglio l'acqua delle pozzanghere e garantire un maggior grado di precisione nella guida; le scanalature più profonde, simile a quelli delle gomme stradali, sono in grado di espellere oltre 60 litri d'acqua al secondo a una velocità di 300 km/h (per avere un'idea di questo valore si pensi che una gomma da strada ne espelle 10 al secondo a velocità notevolmente inferiori).
Test. Per vedere se la Pirelli avrà fatto un buon lavoro non resta che attendere i primi test, previsti dal 7 al 10 febbraio a Jerez, e, soprattutto, il Gran Premio d'Australia del 18 marzo: perché, come sottolinea ancora Hembery, "nelle prove invernali, le squadre e, soprattutto, i top team, non fanno vedere tutto; a cambiare, sui campi di gara, sono in particolare i valori di carico, che quest'anno dovrebbero diminuire del 30%". Dovrebbero, appunto: perché anche l'anno scorso, nonostante le modifiche del regolamento in termini di aerodinamica, già dalle prime gare il calo teorico era stato ampiamente recuperato.
Da Abu Dhabi, Emilio Deleidi

PER LO SPETTACOLO LA SOLUZIONE MIGLIORE E' UN SOLO TIPO DI COPERTURA ASCIUTTO E UNO PER BAGNATO IDENTICO PER TUTTI I CIRCUITI E VALIDO PER TUTTO L'ANNO.
Semplicemente lo spettacolo in F1 non dovrebbe essere affidato alle gomme, ma alle auto e ai regolamenti, oggi troppo restrittivi e ottusi e che rendono la F1 odierna praticamente un monomarca.
E' assurdo che lo spettacolo in F1 sia affidato ai pneumatici. nel 2011 Alonso ha perso parecchi punti penalizzato dall'obbligo di dover utilizzare la mescola più dura delle due a disposizione in gara. Bisognerebbe lasciare ogni team libero di utilizzare la mescola che vuole (portandone in pista sempre due), in questo modo la monoposto potrebbere essere progettata con meno compromessi/più libertà
Per amaggior incertezza e spettacolo si può fare uscire la Safety Car secondo un timing aleatorio per spargere sulla pista un paio di chili di chiodi: spettacolo sicuro, incidenti a diletto di chi non capisce ne di F1 e ne lo scopo per il quale continua ad esistere, e ....qaulche danno collaterale (leggi piloti al creatore) per riempire i giornali. Mi sa che stiamo pompendo il giocattolo!!!
Finche si obbligano le squadre a dover usare due tipi di gomma, lo spettacolo in F1 va a quel paese...... ma già il tanto dichiarato ringiovanimento della F1 passa per obbligo di utilizzo doppia mescola, DRS..... Ma la F1 non era la massima espressione dell'automobilismo????? Dove sono le innovazioni (serie non idiozie)????