TomTom e Garmin
IN BORSA ORA NAVIGANO MALE
La guerra dei prezzi nel settore della navigazione satellitare portatile ha prodotto le prime vittime. Illustri, per di più, visto che stiamo parlando di TomTom e Garmin.
Il titolo dell'azienda olandese ha perso in un colpo solo il 14% causa ridimensionamento delle stime sulle vendite di quest'anno. Troppi sconti, parrebbe, che hanno provocato una riduzione delle scorte nei negozi, da dove passa l'ottanta per cento delle vendite.
Anche l'americana Garmin non se la passa bene, al punto da dichiarare che il fatturato scenderà di circa il 50% tra gennaio e marzo, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Con le inevitabili ripercussioni sul valore del titolo in Borsa.

Ormai il prezzo di un GPS per auto è uguale a quello di una cornice digitale di pari formato. Quello che non capisco, a questo punto, è perchè i navigatori "non aftermarket" e gli aggiornamenti cartografici mantengano ancora cifre improponibili.
I navigatori non Aftermarket hanno dei costi "improponibili" per due principali motivi: - Devono sottostare ad una serie di leggi (Automotive) molto più costrittive di quelle dell'aftermarket, - I volumi di vendita sono esigui rispetto all'aftermarket (se si vendono 50000 navigatori "della casa" in un anno è un successone...il sig.TomTom non si sveglia neanche la mattina per 50000 navigatori)
in effetti anch'io non capivo il divario dei prezzi fra primo equipaggiamento e aftermarket. Ora mi viene da pensare che si rifanno da una parte per compensare i prezzi stracciati dall'altra. Penso comunque che il prezzo "giusto" di questi prodotti sia più vicino ai prezzi aftermarket.