Fabbrica Italia
Della Valle contro Marchionne
Il comunicato stampa diffuso ieri dal Lingotto sta suscitando un vespaio di polemiche. Pochi minuti fa, l'imprenditore Diego Della Valle ha replicato duramente alla nota della Fiat a proposito di Fabbrica Italia: "Continua questo ridicolo e purtroppo tragico teatrino degli annunci ad effetto da parte della Fiat, del suo inadeguato Amministratore Delegato e in subordine del Presidente" esordisce senza giri di parole Della Valle nella nota inviata alla stampa. "Assistiamo infatti da alcuni anni a frequentissime conferenze stampa nelle quali, da parte di questi Signori, viene detto tutto e poi il contrario di tutto, purché sia garantito l'effetto mediatico, che sembra essere la cosa più importante da ottenere, al di là della qualità e della coerenza delle cose che si dicono.
Cancellati gli impegni. "Con il comunicato rilasciato ai giornalisti oggi, Marchionne e Company hanno superato ogni aspettativa riuscendo, con alcune righe, a cancellare importanti impegni che avevano preso nelle sedi opportune nei confronti dei loro dipendenti, del Governo e quindi del Paese. Ma si rendono conto questi supponenti Signori dello stato d'animo che possono avere oggi le migliaia di lavoratori della Fiat e i loro familiari di fronte alle pesanti parole da loro pronunciate e alle prospettive che queste fanno presagire?"
Il problema è Marchionne. "Il vero problema della Fiat - incalza Della Valle - non sono i lavoratori, l'Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo Amministratore Delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate o, peggio ancora, le scelte più convenienti per loro e i loro obiettivi, senza minimamente curarsi degli interessi e delle necessità del Paese. Paese che alla Fiat ha dato tanto, tantissimo, sicuramente troppo".
Responsabilità. "Pertanto non cerchino nessun capro espiatorio, perché sarà solo loro la responsabilità di quello che faranno e di tutte le conseguenze che ne deriveranno. È bene comunque che questi "furbetti cosmopoliti" sappiano che gli imprenditori italiani seri, che vivono veramente di concorrenza e competitività, che rispettano i propri lavoratori e sono orgogliosi di essere italiani, non vogliono in nessun modo essere accomunati a persone come loro".
Redazione online

vuoi vedere che la colpa della crisi è dei sindacati e degli operai????!!!!! ma come si fà a dire certe cose, il gruppo degli agnolotti ha operato in italia da sempre in regime di monopolio e con sovvenzioni anche al 100 x 100 delle infrastrutture realizzate, quando c'era da incassare hanno sempre preso, nelle difficolta si sono sempre tirati indietro e scaricando tutto sullo stato.
Un bimbo mi ha suggerito che SM assomiglia moltissimo anche da un punto di vista fisico e comportamentale ad un personaggio chiamato " Gargamella " che osteggia i poveri puffi. Forse nella sua innocente osservazione coglie del vero ?
Il mio modesto parere è che i contributi di un lavoratore Fiat sono troppo alti e questo incide sul costo di produzione di un'auto. Ad oggi penso che la Fiat e il suo Amministratore hanno fatto un egregio lavoro di risanamento dei propri conti , ma penso che non hanno pensato ad un investimento per nuovi modelli,ad esempio la grande punto, nata nel 1995 e se pur migliorata è tuttora in commercio .
??? la grande Punto è uscita nel 2005 con una piattaforma tutta nuova che condivide ancora ora con quella della Opel Corsa (proggettata insieme quando c'era ancora la JV tra Fiat e GM),perciò come mai si critica sempre la Punto che ha adesso con tanti aggiornamenti"solo" 7anni sulle spalle,ma la Golf 5/6 no(che è lo stesso modello solo con un grande restyling)anche se era 9 anni sul mercato?
Complimenti al Sig. della Valle per il suo intervento. Uno dei pochi industriali italiani che ha avuto il coraggio di esprimere la propria opinione senza mezzi termini su una storia indecente che sta distruggendo,direttamente e non, tutto ciò che era stato costruito con duro lavoro e sacrificio in uno dei settori di cui eravamo stimati in tutto il mondo.....
Della Valle prima di fare i sermoni, sarebbe meglio che riportasse non solo la produzione in italia delle scarpe da bambino, ma soprattutto riportasse le aziende principali della sua holding in Italia. Facile far lavorare le aziende italiane a costi risibili e per far fare utili alle aziende della sua holding nei paradisi fiscali. Povera italia